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Busalla Calcio. La storia. Aldo Mignacco

LA NASCITA E GLI ANNI PIONIERISTICI

La Busallese vede la luce nel lontano 1909. Molti si chiederanno il perché di una data così lontana. Il motivo è molto semplice e facilmente spiegabile. Nei primi anni del secolo Busalla era meta di tantissimi villeggianti genovesi che venivano “in villa” a trascorrere l’estate. I giovani cittadini naturalmente portavano in Valle le novità presenti in città ed una di queste era appunto il gioco del calcio, che gli inglesi avevano importato a Genova sul finire dell’800.

Correre dietro alla palla piace anche ai giovani busallesi, che iniziano a dare vita ad appassionate sfide con i villeggianti coetanei e nel giro di poco tempo decidono di fondare il club biancoblu.

È cosi che nasce, nell’anno 1909, la Busallese con il precipuo scopo, come recita testualmente il suo statuto, di favorire lo sport del calcio e anche la corsa atletica.

Il primo presidente del sodalizio busallese è l’industriale Enrico Macciò.

I colori sociali sono il bianco ed il blu, da subito e per sempre.

Il campo di gioco è decisamente accattivante e si trovava nell’area attualmente occupata dalla IPLOM, che lì si insediò nell’immediato dopoguerra.

Il primo decennio è caratterizzato da un’attività di natura amatoriale, in quanto il numero di squadre sul territorio era molto scarso, basti pensare che la serie A vedeva ai nastri di partenza una decina di società (in talune stagioni anche meno).

Negli anni venti il sodalizio biancoblu partecipa ai campionati locali organizzati della Federazione giuoco calcio.

Nella stagione 1921/1922 prende parte al campionato di Promozione, inserita nel girone F con l’A.S. Ferrovieri, la Spartana ed il Pontedecimo. I biancoblu accedono alla seconda fase di semifinale, ma devono fare i conti con lo strapotere di Vado e Molassana, mettendo dietro di se il Grifone Genova sconfitto tra le mura amiche per 4 a 2 e fermato sullo zero a zero in casa sua. I vadesi, che poi vinceranno il campionato e l’anno successivo la Coppa Italia nazionale (battendo in finale l’Udinese) sono capitanati dal grande Felice Levratto (capace di realizzare 29 gol in 21 gare) e dopo aver maramaldeggiato in casa loro (7 a 0 il finale) a Busalla soffrono le pene dell’inferno e si impongono di misura con uno striminzito uno a zero.

Con il Molassana (capace di fermare sul pari i rossoblu sia all’andata che al ritorno) non c’è storia. I valbisagnini si impongono per 6 a 1 a Busalla e 7 – 0 in casa loro.

Per i busallesi resta comunque la soddisfazione di avere affrontano compagini di caratura superiore, dopo aver vinto il proprio raggruppamento.

La stagione successiva i biancoblu si cimentano tra l’altro con la Ronchese che riescono a superare proprio in quel di Ronco al termine di un incontro avvincente e ricco di gol, terminato sul punteggio di 3 a 2 a favore dei ragazzi di Traverso, che si erano presentati in campo con Puppo, Perasso, Maffei, Merlo, Tacchini, Franchino, Calleri, Gamalero Pelissier, Pienovi e Olivieri, (vedi foto sottostante).

Nel campionato 1923/1924 la società biancoblu è iscritta in terza divisione (esistono anche la quarta e la quinta) nel girone C e incrocia i tacchetti con Edera Genova, Fiorente Genova, Genovese, Italia Nuova e San Gottardo. Nella gara con la Fiorente i busallesi si impongono nettamente per 3 a 0, ma il risultato incredibilmente non viene omologato per un fantomatico errore tecnico arbitrale. Poiché il presidente della Fiorente è anche presidente del Comitato della Lega Calcio la cosa desta molto scalpore. Quando l’incontro viene ripetuto, sempre a Sampierdarena, i busallesi si presentano in campo logicamente nervosi, e, quindi, più che ad un incontro di calcio si assiste ad una battaglia senza esclusione di colpi. L’incontro viene sospeso per intemperanze e, guarda caso, la vittoria assegnata a tavolino alla squadra genovese.

Nella stagione 1925/1926 il campionato di terza divisione (girone C) presenta ai nastri di partenza ben otto squadre, tutte di buona caratura. Il girone è dominato dalla Genovese, che chiude a quota 22, seguita dal Pontedecimo, distante quattro lunghezze.

Fiorente FC Genova, Italia nuova Bolzaneto, Esperia Rivarolese, Officine Meccaniche San Giorgio e Busallese (11 i punti conquistati in 14 gare) formano la parte centrale della classifica, che è chiusa dai cugini della Ronchese con 7 punti.

I biancoblu, che annoverano tra le loro fila giocatori di grandi qualità quali Maffei, Pelissier, Olivieri, Merlo, Bodrato, Provera, Pastore, Puppo e Franchino, l’anno successivo disputano un ottimo campionato sempre in terza divisione (per uno scherzo del destino la Ronchese viene inserita nel girone D e così addio derby) , chiudendo al quarto posto (18 i punti totalizzati) dietro a Vola G.S. Genova, Italia nuova Bolzaneto, Club Borgo incrociati e Veloce Embriaci US Genova (queste ultime appaiate al terzo posto a quota 20). In classifica seguono Pro San Gottardo, Aquila S.C. Genova, Esperia Rivarolese, Brignole S.C. Genova e la povera Edera F.C. Genova, che non conquista nemmeno un punto.

Nel campionato di terza divisione1927/1928 i biancoblu oltre ai tradizionali rivali Italia nuova Bolzaneto, Lagaccio, San Gottardo, Pontedecimo si vanno a confrontare anche con le Ferrerie Novi e l’Isolese.

Negli anni Trenta sotto la guida di Pelissier, che nel frattempo ha smesso i panni del calciatore, i biancoblu si divertono sui campi di Genova, mettendo i mostra talenti del calibro di Macciò, Pietrin Guido, Badino e Densin Pastore.

Nel 1935 scompare il campo sportivo, per fare spazio alla nuova camionale Genova – Serravalle Scriva, l’attuale A 7, ma i biancoblu continuano la loro attività in un nuovo terreno di gioco ubicato ai margini dell’attuale Via Milite Ignoto a Sarissola (nella zona dove poi sorgerà nell’immediato dopoguerra la Fonderia Montemaggio e dove attualmente, tra le altre è sita la palestra comunale).

La prima gara del dopoguerra, disputata sul nuovo campo è un’amichevole contro una squadra di militari inglesi (marinai di nave in porto a Genova) e per la cronaca termina con un successo all’inglese, per due a zero a favore degli anglosassoni.

Tuttavia si torna a giocare a ritmo ridotto e le stelle di quelle stagioni sono Guido “Grillin” e Firpo “Picciurin”.

Fino al 1960, quando viene inaugurato il Comunale, attuale terreno di gioco dei biancoblu, la Busallese alterna la disputa dei suoi incontri casalinghi sui terreni di gioco di Borgo Fornari e Isorelle sotto le denominazioni, dapprima di Libertas Busalla e poi di Fiamma Busalla.

La squadra oltre che da elementi locali era formata da parecchi giocatori fiumani (giunti in massa a Busalla e zone limitrofe) tra i quali spiccavano Mandich (poi punto fermo di Varese ed Empoli), Scalamera, Bartolaccini, Semcich, che poi militarono tutti in quadre professionistiche. A loro si aggiungono Oliviero Nardi (che nel 1946 militò nella serie A jugoslava con la formazione del Quarnero, e poi fu anche tecnico dei biancoblu), il portiere Teck (anche lui in seguito allenatore dei busallesi) e Susmel (vestì anche la casacca blucerchiata) La squadra era decisamente competitiva, ma si limitava a disputare tornei estivi tra cui la mitica Coppa Alta Valle Scrivia dove erano impegnate tutte le squadre del circondario, poiché mancava un terreno di gioco regolamentare. Un vero peccato non aver potuto prendere parte ai campionati F.I.G.C. con una squadra di grande spessore tecnico come quella!

Nell’estate del 1952 a Busalla si gioca per la Libertas Busalla e in quella squadra trovano spazio oltre a Bassi, anche Balassi, Natali, Viglione, Gonzales, Giannico, Gatti, i fratelli Vacondio, Zanini, Costa, Leoni, Torre e Grosso. Intanto a Isorelle viene costruito il campo regolamentare e nasce anche la squadra locale, formata dai giocatori più esperti delle vecchia Busallese, come Solari, Doglioli, Repetto e Bruno.

Nell’annata 1953 la Libertas partecipa al Torneo Shell, organizzato dal Centro sportivo italiano. Il torneo si svolge quasi interamente allo stadio detto allora “della Nafta” (l’attuale Carlini), ma si gioca anche sui due campi “Bertorello” di Sampierdarena e di Via Chiaravagna a Sestri Ponente e talvolta in anticipo alle gare di Genoa e Sampdoria al”Luigi Ferraris” (si ricorderà nei vecchi manifesti la dicitura “precederà incontro squadre riserve o minori”).

Ai nastri di partenza si presentano ben 20 squadre. Sampdoria, Shell, ISI, M. Fani, Genoa, A. Grandi, Pavoni, Sant’Ugo, La Salle, Santa Zita, Ozanam, Speranza, Dragone, USVE, Pedrocco, Sant’Ilario, San Fruttuoso, G. Mora, Santo Stefano, Invicta, Robur, San Siro e Alba.

I busallesi perdono le prime due gare, poi infilano quattro pareggi consecutivi trascinati dalla verve realizzativa di Torre. Il 24 gennaio 1954 i ragazzi busallesi scendono in campo alle ore 13,15 allo stadio di Marassi per affrontare la squadra riserve della Sampdoria (prima dell’incontro internazionale tra i blucerchiati e l’Austria Vienna). La gara finisce 4 a 0 per i blucerchiati con due gol per tempo, ma nella ripresa i busallesi devono giocare in dieci a causa dell’infortunio patito da Torre. Inoltre Cianci infortunato, resta in campo per onor di firma. Bassi tra i pali fa miracoli e si merita a più riprese gli applausi del pubblico accorso allo stadio. Una delle maggiori soddisfazioni della sua lunga carriera. La Libertas era scesa in campo con il seguente undici: Bassi, Caracciolo, Giannico, Pampolini, Salvioli, Cianci, Torre, Zanini, Pipino, Solari e Repetto. Per motivi di natura economica, legate anche la fatto che tutte le gare si disputavano a Genova, e a seguito di un reclamo sporto dal Sant’Ugo, che aveva denunciato la posizione irregolare di un tesserato busallese, la squadra dopo questa gara decide ritirarsi dal campionato.

Nell’estate del 1956 la Libertas Busalla partecipa alla Coppa Alta Valle Scrivia dove prendono parte anche Ronchese, Montoggio, Fiamma Busalla, Isorelle e Borgo Fornari. La Libertas annovera tra le sue fila Bassi, Celli, Poggi M., Ratto, Caracciolo, Ferralasco, Solari, Costa, Poggi N. Calvo, Kosir, Bruno, Repetto, Gatti, Guido, Salvioli e Rocco. Alla fine si piazza la terzo posto dietro a Isorelle e Ronchese.

Dopo le fatiche estive inizia il campionato di Seconda divisione dove è iscritta la Fiamma Busalla, che si rende protagonista di una stagione positiva. Le avversarie dei busallesi si chiamano Ansaldo San Gorgio, Folgore, Fulgor Carmine, Cantieri Tirreno, Bar Miramare, Croce Azzurra, Odone, Genovese e Assarotti. Le gare casalinghe vengono disputate sul terreno di gioco di Borgo Fornari.

L’undici busallese, allenato da Cutillo, schiera Bassi, D’Alessandro, Marino, Risso, Ratto, Mazzucchelli, Viviani, Lugaro, Dolcetti, Martucci, Paccagnini, Gualco, Celli, Brignole, Rossi. Il successo più rotondo matura contro la Genovese, sconfitta per 6 a 0 con un poker di reti di Brignole. In gol anche Viviani e Mazzucchelli. Il campionato si chiude con uno stupendo secondo posto alle spalle della fortissima Ansaldo San Giorgio, ricca di elementi ex Sestrese tra cui spicca Tanini.

Ma ancora più esaltante è il cammino dei busallesi nella Coppa Genova (torneo ad eliminazione diretta riservato alle squadre di Seconda e Terza Categoria). Grande la prestazione offerta in semifinale al Ligorna (l’attuale 25 Aprile), dove al termine di una gara tiratissima Bassi e compagni si imposero sui padroni di casa dell’ANPI Casassa per 2 a 1. La finalissima, disputata al Grondona di Pontedecimo, persa all’ultimo minuto di gioco contro il fortissimo Sant’Ugo, lasciò un po’ di amaro in bocca ai busallesi, ma l’annata nel suo complesso non poteva annoverarsi che in quelle oltre ogni previsione.

 Gli anni Sessanta. Riprende l’attività ufficiale

Valerio Sartori, è il presidente della Busallese, che, insieme all’infaticabile segretario Siena, si batte, in particolare per la costruzione del Comunale, e, avuta la certezza, che lo stesso sarebbe stato costruito, nel 1958 iscrive la squadra al campionato organizzato dalla F.I.G.C., dopo le esperienze degli anni Trenta.

La squadra per meriti sportivi partecipa al campionato di seconda categoria (evitando così di prendere parte alla divisione inferiore, la terza) e disputa le proprie gare sul vecchio campo di Borgo Fornari. Fanno parte della rosa parecchi giocatori di origine fiumana (Teck, Nardi, Susmel, Bassi) oltre ai locali tra cui spiccano, Doglioli, Cianci, Queirolo, Speziotto, Tacchella e Natali. L’allenatore è Toselli. Angelo Nazzi, il popolare “Agno” svolge le mansioni di dirigente e massaggiatore, ruolo ricoperto, salvo brevi intervalli, fino agli anni Ottanta.

Il Campionato 1959/1960 vede i biancoblu ai nastri di partenza del campionato di seconda categoria (girone A), allenati da De Martini inseriti nel girone del basso Piemonte. Il duello per la vittoria è ristretto a Campese e Rossiglionese (superata dai biancoblu per 2 a 1 in Valle Stura) con i busallesi che chiudono la stagione con un onorevole quinto posto alle spalle anche di Pozzolese e Turchino, ma davanti alla compagine ronchese.

La squadra è composta da molti giovanissimi tra i quali spiccano Banchero e Ratto, destinati a vestire la casacca biancoblu per molti anni.

L’inizio del campionato è tutto in salita. Sconfitte interne con Rossiglione (0 – 3) e Novese “B” (0 – 2), inframmezzate da quella in casa della Serravallese (0 – 1), poi arriva il primo punto stagionale in casa della Pozzolese fermata sul nulla di fatto. Natali nel finale salva sulla linea un colpo di testa dei locali. Di Queirolo le occasioni busallesi. I biancoblu avevano schierato: Bassi, Tacchella, Natali, Nardi, Speziotto, Brugnatti, Melissari, Bevegni, Lamberti, Susmel e Queirolo. Nel turno successivo i ragazzi di De Martini si scatenano contro il fanalino di coda Juventus Ovada e rompono il digiuno dal gol andando a segno la bellezza di sette volte.

 

Nella primavera del 1960 viene inaugurato il Comunale, attuale scenario delle gesta dei portacolori busallesi. La gara di apertura vede opposte le formazioni giovanile della Busallese e dei francesi dell’Aix en Provence.

 

Nella stagione successiva la guida della squadra è affidata a Liborio Tebano, che inizia a gettare le basi per la salita in Prima categoria. La squadra presenta molti giocatori di esperienza tra quali spiccano i portieri Bassi e Teck, Pampolini, Cianci, Macciò, Doglioli e Susmel, giocatore con un passato nelle giovanili della Sampdoria (fu capitano in serie A nella gara giocata dai blucerchiati contro il Torino, dopo la tragedia di Superga) e tra i professionisti (Como). Alla fine arriva un tutt’altro che disprezzabile quarto posto alle spalle delle big della Valle Stura. La Rossiglionese vincerà il girone, ma con i biancoblu il suo bilancio è in passivo. Pareggio per 2 a 2 a Busalla e vittoria busallese per 2 a 0 a Rossiglione.

 

Il campionato della stagione 1961/1962 è sicuramente uno dei più esaltanti della storia biancoblu. La formazione guidata da Liborio Tebano conquista il primo posto del girone a pari merito con la Rossiglionese e nonostante la sconfitta di misura (2 a 1) patita al Torbella contro i bianconeri, che in campionato avevano raccolto solo un punto in due gare, viene ammessa al Campionato di prima categoria, l’elite del calcio ligure.

I biancoblu, inseriti ancora una volta nel girone piemontese, raccolgono ben 29 punti nelle diciotto gare disputate, totalizzando dodici successi, cinque pareggi ed una solo sconfitta contro il fortissimo Castellazzo (26 i gol realizzati, 10 quelli subiti).

A Campo Ligure con i locali in svantaggio per uno a zero si registra un’invasione di campo, che porterà il successo a tavolino ai busallesi.

Nei sentiti derby contro i rossoblu di Ronco i ragazzi del presidente Sartori colgono due netti successi per due a zero.

La rosa della formazione biancoblu era composta dal portiere Fontana, e dai seguenti giocatori di movimento: Banchero, Natali, Sericano, Esposito, Ratto, Gera, Nardi, Zappa, Lazzarini, Gravoaz, Brugnatti, Doragrossa. Su tutti spiccava il bomber Fiabane.

 

Per la prima volta nella sua storia la Busallese partecipa al campionato di Prima categoria, allora articolato in due gironi, massima categoria a livello regionale. L’inizio è molto difficoltoso, viene pagato lo scotto del noviziato e al giro di boa i punti totalizzati sono solo 8. Dopo l’avvento di mister Inga prima e De Martini poi, le cose vanno decisamente meglio, ma nonostante 7 punti nelle ultime 4 gare si retrocede per una lunghezza. Alfiere della squadra è Carlo Fiabane, che con i suoi nove gol è il marcatore principe della squadra allenata inizialmente da Liborio Tebano. La formazione – tipo ha un’età media molto bassa e rispetto alla stagione precedente è rinforzata da diversi innesti provenienti dall’alessandrino: Rullo, De Micheli, Marino e Remotti. Cesare Bassi, dopo aver appeso i guanti al chiodo, già da alcune stagioni ricopre il ruolo di segretario.

 

Dopo l’amara retrocessione la Busallese decide di dare spazio ai giovani locali pur non nascondendo le ambizioni di disputare un buon campionato. La squadra è guidata da De Martini. In attacco ai confermati Bertolini e Fiabane (6 gol a testa) fa compagnia il rientrante Poppi Tavella, autore di cinque centri. Esordio anche per l’attuale presidente Nicolò Aloi (che peraltro aveva già disputato una gara, ma nel ruolo di portiere, in un infuocato derby a Rossiglione nel 1960) e per Giuseppe Torre detto Gianni, quest’ultimo destinato ad una lunga carriera in biancoblu prima di passare, nella stagione 1974/1975 alla Ronchese.

Il girone è composto da sole undici squadre e per competere con le migliori sono ammessi pochi passi falsi. Nel girone di andata le cose vanno per il meglio, nel senso che i biancoblu chiudono al secondo posto, ma nella seconda parte della stagione il rendimento cala notevolmente e vengono collezionati solo otto punti. Alla fine la squadra chiude al quinto posto, risultato comunque onorevole.

 

Anno 1964/1965. Fantastica Busallese! I ragazzi biancoblu guidati dalla coppia composta da Francesco Teck (già portiere della formazione busallese) e da “Nitto” Natali (bandiera biancoblu degli anni Cinquanta) disputano una delle loro migliori stagioni in assoluto vincendo il campionato a mani basse, conquistando ben 28 dei 36 punti disponibili.

I busallesi girano a mille, trascinati dal baby Roberto Bisio autore di 24 gol in 20 partite, che rappresenta metà del bottino realizzativo della squadra. Per il puntero biancoblu a fine stagione arriva il passaggio al Genoa, dove sfiora l’esordio in prima squadra prima di passare in serie C (Pistoiese, Imperia e Derthona), per finire poi la carriera con il Pontedecimo. Nella squadra trovano spazio anche altri due giovani della leva 1946; Giuseppe Torre e Sebastiano Tedone, difensore elegante dotato di grande tecnica, uno dei migliori centrali liguri per oltre un decennio. Da Bolzaneto torna a casa Enrico Olivieri, giocatore di grande temperamento (che negli anni ottanta sarà un apprezzatissimo istruttore nel settore giovanile busallese). L’intramontabile Fiabane continua ad essere determinante con i suoi 10 gol. I due Ameri, Rodolfo Ratto e Masuelli sono pedine fondamentali dello scacchiere busallese.

 

Nel 1965/1966 la Busallese sposa la linea verde anche in questa stagione dove deve confrontarsi con le migliori squadre del levante ligure che formano il girone B della Prima categoria. La squadra allenata da Teck, parte bene, va in affanno nella parte centrale della stagione salvo poi recuperare nel finale. Ma non basta per conservare il posto in Prima categoria, determinante l’inesperienza dei suoi giocatori ed alcuni, forse, troppi arbitraggi avversi. E pensare che i biancoblu, orfani del bomber Bisio passato al Genoa e dei vari Olivieri e Masuelli, sono capaci di mettere alle corde le regine del campionato Sestri Levante e Sammargheritese.

Tra le note liete da registrare il debutto del sedicenne Maurizio Zanotti (che poi approderà al Torino, prima di tornare a Busalla a più riprese, fino a terminare la carriera nelle vesti di allenatore giocatore vent’anni dopo), e quello di Giordano Camalich, talento di scuola blucerchiata, che sarà un uomo di punta delle stagioni a venire.

Nei quadri dirigenziali che vedono alla presidenza Aldo Prati fa il suo ingresso Luigi Bonafini,

 

Nella stagione 1966/1967 sotto la guida di Oliviero Nardi (ex giocatore busallese) i biancoblu se la cavano discretamente nel difficile girone di Seconda categoria ligure piemontese vinto dalla Pro Molare. Camalich realizza 14 reti (4 in una sola gara alla Vignolese). Esordiscono in prima squadra Cesare Caprile e Franco Dagnino che si legheranno ai colori biancoblu per molti anni. Dalla Vignolese arriva Alberto Repetto, detto “Meo”, atleta dal carattere introverso che Nardi responsabilizza affidandogli i gradi di capitano, con Fiabane consenziente. Per cinque stagioni Meo sarà una colonna della squadra.

Un aneddoto curioso si registra al Moccagatta di Ovada dove si registra un altro fatto inusuale in una gara di calcio che suscita anche una notevole eco sui mezzi di informazione. Stampa sera intitola così: “Un curioso episodio sul campo di Ovada. Partita sospesa per segnare con esattezza i dischetti del rigore”. Successe infatti che al 15’ della ripresa il direttore di gara Di Marco di Genova decretò un rigore a favore della compagine di casa, quando il punteggio era fermo sull’uno a uno (gol di Camalich). Il mister busallese Nardi, che già prima della gara aveva notato che i dischetti del rigore erano ad una distanza inferiore agli undici metri, segnalò il fatto all’arbitro, che dopo essersi fatto prestare un metro per misurare la distanza effettiva, pari a 10 metri e quaranta centimetri, ordinò di segnare il punto di battuta nella posizione esatta. Gara sospesa per dieci minuti, poi dal dischetto l’ovadese Zanatta superava l’esordiente Caprile e regalava il successo ai suoi.

 

Nell’anno di grazia 1968 la Busallese più forte di tutti i tempi, straccia ogni primato, vincendo alla grande il proprio girone e saluta per sempre la Seconda categoria. L’attacco biancoblu fa scintille realizzando 97 gol in 28 gare. I frombolieri sono: Andrea Reghitto (26 gol di cui 4 al Montesignano), Camalich (20), Bondanza (19) e Bertolini (15). Storico il successo per 12 a 0 contro l’Itala, caratterizzato da 4 reti di Bertolini, con gli ospiti che si ritirano dal campo a 10’ dalla conclusione, complice il generale inverno, ma soprattutto perché credono, in questo modo, di ottenere solo lo 0 a 2 a tavolino. Il giudice sportivo invece omologa il risultato maturato sul campo. Così nella storia restano i dodici gol subiti dall’Itala e la ritirata sul campo dei … “napoleonici” genovesi. A fine anno i ragazzi di Teck (nuovamente alla guida della squadra) e del presidente Firpo si laureano vicecampioni di categoria alle spalle dell’Ovadese con un organico composto da molti giovani, che per diversi lustri detteranno legge sui campi della Liguria. Oltre ai quattro frombolieri si segnalano il portiere Corrado Reghitto proveniente dal Gruppo C, il giovanissimo Cosso. Dagnino, Repetto e Torre sono ormai pedine insostituibili dello scacchiere busallese.

 

Il ritorno in Prima categoria nel 1968/1969, il terzo negli ultimi sette anni viene programmato al meglio; in un organico giovane ma di sicuro affidamento vengono inserite alcune pedine di pari valore. Ci riferiamo ad Allegri, Gallino, Parodi, oltre al granitico Adalberto Spinetta (proveniente dal Gruppo C) difensore di notevole esperienza dall’altro dei suoi trentotto anni, che, anche per questo motivo, ricopre l’incarico di allenatore. La Busallese ha una partenza a razzo conservando l’imbattibilità per ben 14 giornate, prima di cedere di fronte alla Gaviese, poi vincitrice del campionato. I busallesi chiuderanno la stagione con un ottimo quinto posto, trascinati dalla verve realizzativa di bomber Bondanza autore di 11 centri (oltre ai tre nella gara con il Baiardo omologata con il 2 a 0 a tavolino).

 

Nella stagione successiva viene confermato Spinetta nel ruolo di allenatore – giocatore e l’ossatura base della squadra per un piazzamento di tutto rispetto. Due acquisti di peso: Fornoni e Gallino. Trovano spazio i giovani Baldassarre, Cicerone, Strata e Italo Repetto e soprattutto Iozzino (poi apprezzato rugbista), che trova stabilmente spazio tra i titolari. Bondanza si conferma ancora bomber implacabile. Approdano ad altri lidi i bomber De Angeli e Andrea Reghitto. Gennarino Bertolini ancora alle prese con il grave infortunio occorsogli all’inizio della scorsa stagione non scenderà mai in campo. Alla fine i biancoblu arrivano settimi.

L’aneddoto più curioso della stagione si registra nella gara esterna con l’ERG, dove ai biancoblu succede qualcosa di veramente grottesco e beffardo. Nel corso di una partita svoltasi in precedenza l’arbitro su segnalazione dei giocatori aveva constatato che il dischetto del rigore era posizionato a 9 metri, anzichè gli undici regolamentari. Prima dell’inizio della gara il capitano busallese Camalich faceva notare il particolare al direttore di gara Corsanego, il quale affermava che solo nell’eventualità della concessione di un calcio di rigore avrebbe fatto rettificare la posizione del dischetto. Puntualmente nel corso della gara si verifica il fattaccio. L’arbitro concede la massima punizione all’ERG e, nonostante le promesse della vigilia, non fa spostare il dischetto e gli avversari fanno centro. La società presenta reclamo chiedendo la ripetizione della gara per errore tecnico. Il Giudice sportivo rigetta il ricorso, ma la Federazione per sincerarsi dell’accaduto manda alcuni Commissari per verificare la situazione. Il dischetto è effettivamente posizionato a nove metri! Per la Busallese la magra soddisfazione nel veder scritto nei giorni seguenti sui quotidiani genovesi che al “Grondona” si giocava da sei mesi con il dischetto del rigore posizionato a 9 metri. Biancoblu vincitori morali, ma i due punti i classifica vanno all’ERG!

Arriva anche una novità a livello regolamentare. Tutte le squadre possono fruire, oltre che della possibile sostituzione del portiere, già in vigore, anche di quella di un giocatore di movimento.

Per la statistica, Mister Spinetta effettua il primo cambio al 76’ della terza giornata inserendo Bruno Bondi in luogo di De Maestri.

 

Nella stagione 1970/1971 alla guida della squadra, che finirà al sesto posto, è chiamato Cesare Bussolino (che come il predecessore Spinetta veste anche i panni del giocatore), supportato dal direttore tecnico Nanni Davite. Vengono lanciati molti giovani tra cui spicca il compianto Francesco Cosso, ala destra dal tiro al fulmicotone. Fanno il loro esordio Massa, Merlini, Mauro Tamagno e il giovanissimo Angelo Traverso, detto “Gelli”, attaccante di grande talento che debutta a sedici anni appena compiuti. Tra i pali piena fiducia a Caprile che ha il non facile compito di sostituire Corrado Reghitto passato al Borgoratti. Lasciano i biancoblu due grandi del calcio busallese vale a dire il talentuoso Camalich e il goleador Bondanza. Ritorna all’ovile Gianni Torre. Meo Repetto e Franco Dagnino sono i leaders dello spogliatoio. Fornoni l’uomo in grado di fare la differenza.

 

La stagione successiva i dirigenti confermano la fiducia e Bussolino con Davite direttore tecnico. Si mantiene l’ossatura della passata stagione impreziosita dagli innesti di Ceraudo, Luchetta e Tagliafierro provenienti dal Gruppo C, oltre a Marino Traverso (prelevato dal Derthona). Lasciano il gruppo due giocatori del calibro di Fornoni e di Meo Repetto (capitano nelle ultime stagioni). I giovani Savoldelli e Armanino fanno il salto tra i professionisti, rispettivamente alla Sampdoria ed al Genoa.

Si registra la definitiva esplosione di Cosso, autore di 10 reti. Gianni Gallino è l’unico giocatore sempre presente (nei suoi campionati in biancoblu salterà solo 4 gare). Tra i nuovi spicca Saverio Tagliafierro, giocatore di talento dal temperamento focoso. Arriva a Busalla in cambio di un posto di lavoro, mette giudizio e disputa una grande stagione nel ruolo di libero. Si veleggia sempre a metà classifica come testimonia l’ottava piazza conquistata a fine anno.

 

Nella stagione 1972/1973 la squadra, guidata dal presidente Giuseppe Bruno, viene affidata all’emergente Victor Brogi. Con lui arrivano tanti giovani tra i quali spiccano il portiere Medicina, il difensore Renzone e l’attaccante Tabbiani. Lasciano Busalla Bussolino, Caprile, Gallino e Allegri. Dopo un avvio stentato (3 k.o. consecutivi) la squadra trova la sua quadratura sotto la regia di Franco Dagnino, ormai destinato a diventare una bandiera biancoblu. In società muove i primi passi a livello dirigenziale l’attuale presidente Cosimo Nano. Arriva in ogni caso un’onorevole salvezza.

 

Nel campionato successivo la Busallese si affida a giocatori di estrazione calcistica alessandrina, prelevando Colondri dalla Viguzzolese, Boscolo, Martin, Nordio e Pallavicino dal Derthona, con l’intenzione di fare un campionato di alta classifica. Alla guida della squadra è confermato Victor Brogi, che dopo quattro giornate al di sotto delle attese (soli tre punti totalizzati), viene sostituito dall’esperto Colondri nella doppia veste di allenatore-giocatore. Alla fine arriverà una tranquilla salvezza (contraddistinta da ben 13 pareggi), farcita dall’esordio di diversi giovani della juniores tra i quali spiccano Pietro Bellina (in seguito vestirà la maglia della Sarissolese per poi essere uno dei fautori della fusione del 1987) e Mauro Percivale (poi medico sociale per diversi anni). Tra le partenze da registrare quelle di due giocatori che hanno dato molto alla causa biancoblu, vale a dire Gian Franco Parodi e Gallino. Il baby Arnò approda al Pontedecimo.

 

Nel campionato 1974/1975 il presidente Giuseppe Bruno decide di riaffidare la squadra a Victor Brogi e con lui arrivano giocatori del calibro di Paolillo (che realizzerà 11 gol), Bricchi (dalla Ronchese) Piano, Noli Zabeo (tutti ex Cartusia), Tosello (dalla Levante C), Ferrara (dalla Sampierdarenese) D’Agostino e Marasso (dal S. Teodoro), Furloni (dal Little Club). Della vecchia guardia restano capitan Dagnino, Medicina e Fasoli. Cosso, Torre, Castellani e Colondri migrano alla Ronchese, Reggiardo al Pontedecimo il giovanissimo Valter Franceschi viene ceduto al Genoa.

La Busallese recita un campionato da protagonista; è prima fino alla ventottesima giornata allorquando viene sconfitta di misura al Torbella dalla Rivarolese, che poi vincerà il campionato con un punto di vantaggio sui biancoblu. L’unico neo per i ragazzi biancoblu, troppo focosi, è legato al nervosismo che alla lunga costa troppe giornate di squalifica.

La gara che vale una stagione si gioca nel catino del Torbella i ragazzi di Brogi rendono visita alla Rivarolese distanziata di soli due punti. Davanti a 1350 spettatori i biancoblu controllano l’avversario rischiando poco o nulla, ma al 76’ Amato trova il guizzo vincente e regala agli avvoltoi un successo determinante per l’economia del campionato e che permette loro di raggiungere la Busallese a quota 38 in testa alla classifica. Anche la Gazzetta dello sport si interessa dell’evento titolando così: “Il boom del calcio di quartiere – Al Torbella 1350 a San Siro 2311” L’articolo sottolineava il fatto del grande seguito dedicato al calcio dei dilettanti quasi pari a quello dedicato ad una gara di Serie A (nel caso di specie Inter – Vicenza).

Il match interno con l’ERG è assolutamente da vincere. La gara con la Rivarolese non è ancora dimenticata visto che produce le assenze forzate di Dagnino e Ferrara; il campo è ai limiti della praticabilità. I petrolieri fanno la loro onesta partita e alla fine il risultato non si schioda dalla 0 – 0 iniziale. La Rivarolese vince e si stacca al comando.

Il campionato si chiude con un netto successo in casa della Virtus Sestri. Due punti dal sapore molto amaro in quanto inutili ai fini della classifica. La Rivarolese vince la sua partita ed il campionato. Per i ragazzi di Brogi (in gol con Paolillo e due volte con D’Agostino), la consapevolezza di aver dato il massimo e di aver comunque vissuto una stagione da protagonisti.

Le soddisfazioni per la dirigenza busallese non si fermano allo splendido campionato disputato dalla squadra maggiore, ma si estendono anche alla squadra juniores che conquista il titolo provinciale di categoria sotto la guida dell’allenatore factotum Brogi e del dirigente Giulio Franceschi superando in finale l’ANPI Casassa.

Questa la rosa della squadra composta da giocatori delle leve 1957 e 1958: Odino e Pagano (portieri), Merlin, Tedone, Garaventa, Balbi, Pierini, Traverso, Cereseto (difensori), Cavo Mauro, Percivale, Bellina, Cavo Roberto (centrocampisti), Franciò, Campus, Cassinetti e Mammoliti (attaccanti).

 

Finalmente Promozione!

Dopo il secondo posto dell’anno precedente, i dirigenti sotto la guida del nuovo presidente Renzo Noli non lesinano sforzi per predisporre un organico in grado di ritentare la scalata alla Promozione. La squadra, dopo la partenza di Brogi verso Pontedecimo, è inizialmente affidata a Giuliano Bodrato, sostituito a dicembre da Germano Paravagna. Arrivano Sivori e Profumo dalla Rivarolese, Minguzzi e soprattutto il busallese Sebastiano Tedone dall’Arenzano (quest’ultimo dopo 10 anni torna a vestire la casacca biancoblu). Tra i giovani si mette in particolare luce Mauro Cavo, autore di 4 reti in 7 gare. A fine stagione approderà all’Imperia. Vengono ceduti, tra gli altri, Salvo e Furloni.

I biancoblu disputano ancora un ottimo campionato e si classificano al secondo posto finale, pur essendo stati al comando fino alla ventinovesima giornata; ciò è comunque sufficiente a garantire l’accesso alla categoria superiore.

Direttore sportivo è Andrea Verrina la famosa stella del Sud, idolo della tifoseria napoletana del primo dopoguerra e tre volte Nazionale. Fondamentali i successi (entrambi per 2 a 1) con i cugini della Ronchese, giocati a distanza di 4 settimane a causa dei continui rinvii. A Busalla record assoluto di spettatori con oltre 500 paganti.

Gli anni della Promozione

L’impatto con la Promozione nella stagione 1975/1976 è positivo, la squadra ora affidata a Paolillo, nella duplice veste di allenatore – giocatore si salva tranquillamente grazie al tandem d’attacco Sivori – Massucco (prelevato dalla Sammargheritese). I biancoblu si tolgono pure la soddisfazione di bloccare per ben due volte sul pari la corazzata Pontedecimo. La squadra viene rinforzata grazie agli innesti dei difensori Roveta (ex ERG), Cereseto (dal Pontedecimo) e Baretto (dalla Levante C).

Il capitano Franco Dagnino, dopo dieci stagioni lascia la società e approda nella sua Ronco.

L’esordio assoluto in categoria avviene a Pontedecimo con l’altra matricola ERG. I petrolieri passano in vantaggio dopo una manciata di secondi dal fischio d’inizio, ma poi devono fare i conti con il ritorno busallese, che culmina nella rete del pari firmata da capitan Minguzzi, su assist di Zabeo.

 

L’anno dopo, ancora una volta la società sceglie di rinnovarsi privandosi di due pezzi del calibro di Bricchi e Paolillo, oltre a Minguzzi, Baretto, Massucco e Zabeo. Tra gli altri arriva il bomber Virga, dal Borgaratti, ex Brescia, giocatore che si rivelerà poi fondamentale per le sorti della Busallese con i suoi 17 gol. Dalla Primavera del Genoa viene prelevato il portiere Tonino Accardi (ormai da un decennio preparatore dei portieri biancoblu). Dalla disciolta ERG arrivano in blocco Focante, Medinelli, Francesco Bisignano e Lenti, oltre al direttore sportivo Bertonasco La squadra viene affidata a Baronti e dopo un inizio disastroso (2 punti in 6 gare) infila tre successi consecutivi (Lerici, Sarzanese e Lavagnese), che le permettono di spiccare il volo verso posizioni più tranquille. La salvezza arriva con un certo anticipo, anche se il finale di stagione (1 punto nelle ultime 5 gare ) non soddisfa la dirigenza.

Per la prima volta nella sua storia la Busallese partecipa alla Coppa Italia dilettanti e di fronte al grande Pontedecimo soccombe nel doppio turno (1 – 3 a Pontedecimo; 0 – 2 a Busalla).

 

Nel 1978/1979, la società sotto la sapiente regia del direttore sportivo Bertonasco rivoluziona la squadra optando per la linea verde e si affida alla guida tecnica di Marcello Giovati supportato dal direttore tecnico Nanni Davite.

Arrivano tanti giovani che scriveranno un pezzo di storia importante del sodalizio biancoblu. In particolare Nardini (dalla Sampdoria), Manzi (dal Genoa) Marcello Piras (dalla Casellese) e Valter Franceschi (che dopo aver fatto tutta la trafila nelle giovanili rossoblu rientra a casa).

Ritornano in biancoblu anche Maurizio Zanotti dal Savona (per lui diverse esperienze tra i professionisti sui campi di mezza Italia); Andrea Savoldelli scuola Sampdoria, l’ultima stagione in forza al Pontedecimo e Saverio Tagliafierro, che dopo un lungo peregrinare sui campi della Liguria vuol chiudere la sua carriera con la squadra che a suo tempo lo rilanciò in grande stile. Approdano ad altri lidi Virga, Roveta, Piano, Noli, D’Agostino, Poggiali, Cereseto, Medicina, Focante e Sivori.

In società il futuro presidente Alfonso Mondini inizia a programmare la scalata verso le categorie superiori.

L’andamento del campionato è sicuramente soddisfacente. La squadra si piazza la settimo posto e si toglie il lusso di strappare tre punti su quattro alla Sarzanese vincitrice del campionato.

Per la giovane squadra biancoblu praticamente imbattibile tra le mura amiche, ma troppo fragile in trasferta arriva un ottimo settimo posto, preludio a stagioni ricche di soddisfazioni grazie alla continua crescita dei suo promettenti giovani talenti.

L’era Mondini

Nella stagione 1979/1980 inizia l’ “era Mondini”. Il compianto massimo dirigente busallese, amante del calcio dei giovani, vero appassionato di questo sport, assume la guida della società e dimostra subito di voler fare le cose in grande. Dalla Sestrese, fresca vincitrice del campionato, arrivano il Mister Enzo Maglioni e ben cinque giocatori (Bricchi, Morgavi, Schiaffino, Guida e Rolleri), dal Genoa Claudio Pittino. Nardini e Manzi si impongono come i giovani più interessanti del torneo e fanno parte della rappresentativa di categoria. La squadra prima fino alla 28esima giornata, complice il pari interno con il Valdellora, fallisce di un soffio la promozione classificandosi al 3° posto finale ad un solo punto dalla vetta.

 

Il campionato successivo vede ripetersi il duello con la Sarzanese (beffata l’anno precedente dal Quarto) e anche questa volta i biancoblu di Maglioni devono rimandare l’appuntamento con la promozione, nonostante la domanda di ripescaggio presentata (verrà ammessa all’Interregionale l’Entella Chiavari che chiude il campionato a 8 lunghezze di distacco dai biancoblu). Alla fine è secondo posto dietro i rossoneri, inutile una grande rimonta nella seconda parte del campionato. I biancoblu fanno bene in Coppa Italia dove arrivano alla fase nazionale battuti dal fortissimo Ponsacco. In evidenza i nuovi acquisti Pascale (dal Borgoratti), Fogliani (dal Molassana, autore di 17 reti) e Soro (prelevato dal Treviso). Positivi anche gli innesti di Casalino (dall’Andora), Silvestro (dal Quinto), Manca (dalla Sampdoria) e Fabrizio Maglioni (dal Genoa). Zanotti passa alla Novese, Compagnone, Franceschi e Trama all’Arenzano.

I ragazzi di Maglioni secondi dietro alla super Sarzanese si preparano per recitare un ruolo da protagonisti nel campionato successivo che li vedrà partire con i favori del pronostico.

 

Nella stagione 1981/1982, finalmente arriva la promozione!

La squadra è affidata al “tigre” di Ronco Scrivia, Franco Rivara, già colonna del Genoa. Su un telaio ormai collaudato vengono inseriti gli esperti Scremin (dalla Pro Vercelli, scuola Genoa) e Pietranera (dal Molassana) al fianco degli emergenti Franco Rossi (ex Audace Campomorone) Compagnone (un ritorno gradito) e Farinini (dal Monterosso). Arrivano anche i giovani Baltuzzi (dalla Sampdoria) e Ciuffreda (dal Genoa). Pieri, Piras, Rolleri e Bricchi passano all’Arenzano, Claudio Pittino all’Alassio, suo fratello Sergio al Vado, Silvestro alla Silces. Dopo un lungo duello con il Ceparana i biancoblu ottengono il punto decisivo a Spezia con il Valdellora. Nell’economia della squadra importante il bomber Fogliani con i suoi dieci gol, ma anche le zampate vincenti del “gigante” Guida e del giovane bomber tascabile Manca, giocatore in grado di fare la differenza negli scampoli di gara in cui viene utilizzato. Unico sempre presente il giovane portiere Manzi. La vittoria finale è anche merito di Giuseppe Bruno, detto “Brunin”, ex presidente e dirigente di lungo corso, purtroppo deceduto nel settembre 1981.

La Busallese fa sul serio anche in Coppa Italia dove arriva al secondo turno nazionale eliminata dal Rovellasca senza mai essere sconfitta (1 a 1 a Busalla, 0 a 0 in Lombardia).

Si arriva alla trentesima giornata e basta un punto in casa del Valdellora per brindare alla quarta serie. Gara tattica poiché per i locali un punto vuol dire salvezza. Tanta la tensione, poche le occasioni. Inevitabile il nulla di fatto che vale più di una vittoria per entrambe le contendenti.

La Federazione decide di assegnare il titolo di categoria in una gara unica da disputarsi al Luigi Ferraris di Marassi. I biancoblu affrontano la Cairese, già eliminata in Coppa Italia. Alla fine la gara termina sull’uno a uno (gol di Guida): Dal dischetto i cairesi sono più precisi e si aggiudicano il platonico titolo di campione regionale.

Per la Busallese (finale a parte) una vittoria meritata, voluta, programmata. La squadra è competitiva, la società organizzata ed ambiziosa; il campionato Interregionale il giusto banco di prova per togliersi soddisfazioni sportive uniche per un paese di appena 6.000 anime, che si confronterà con società scudettate e dal passato glorioso.

 

L’avventura nel campionato Interregionale (1982/1983) vede i biancoblu inseriti nel difficile girone piemontese dominato dalla Biellese. Rivara rimane alla guida della squadra, salvo poi cedere il timone a Franco Rossetti, per rivestire i panni di direttore tecnico. Il presidente Mondini (un sampdoriano d.o.c., che ha affidato la quadra a due ex genoani) opera con oculatezza sul mercato acquistando giocatori esperti come Martini (ex Bari e Como), Simoniello dalla Valenzana, Ratto (dal Savona) e Molinari (ex Varazze) oltre a giovani emergenti come Picasso (prelevato dalla Pro Recco) e Delfino (ex Sampdoria). Lasciano Busalla Fogliani, Compagnone, (all’Arenzano), Pietranera, Manca (al Varazze) e Ciuffreda (al Pietra Ligure) oltre a Maglioni. Dopo un avvio stentato, alla quarta giornata arriva la prima vittoria con l’Ivrea di Egidio Calloni (3 a 1 il finale grazie al gol di Martini ed alla doppietta di Delfino). La squadra gira a quota 13, ma nelle seconda parte di stagione conquista 19 punti e termina al terzo posto, miglior risultato di sempre del sodalizio busallese. La svolta del campionato si ha alla sedicesima giornata, con la vittoria esterna a Vado firmata dal baby Contu. Debuttano in prima squadra Alessandro Balbi, Paolo Bellina e Roberto Ottoboni destinati ad entrare nelle storia della Busallese. I biancoblu vincono anche il Trofeo Liguria, riservato alle squadre liguri partecipanti al Campionato interregionale, superando per 1 a 0 il Rapallo nella finalissima disputata a Marassi. Ma a fine stagione arriva, non del tutto a sorpresa la decisione di Mondini di lasciare la società, complice la modesta collaborazione delle maestranze locali e lo scarso seguito di pubblico, non in grado di supportare i programmi ambizioni del massimo dirigente, che da lì a poco entrerà a far parte della Sampdoria in nome dell’antica amicizia che lo lega a Paolo Mantovani.

 

L’addio di Mondini mette in dubbio l’iscrizione al campionato 1983/1984, scongiurato da un comitato di salvataggio formato dai dirigenti Ezio Puglionisi, Benito Traverso, Mauro Parodi e Luigi Bonafini. Alla fine tra mille difficoltà si riparte.

La carica di presidente viene ricoperta da Ezio Puglionisi, che per far fronte ad un’impegnativa stagione non può far altro che affidare a Rossetti un manipolo di giovani di sicuro avvenire, ma acerbi per la categoria. A far da chioccia viene ingaggiato l’ex blucerchiato Paolo Tuttino (che in futuro guiderà i biancoblu per tre stagioni). Della vecchia guardia restano solo Molinari, Nardini, Picasso (poco utilizzato a causa di un infortunio) e Rossi, oltre ai giovani. Da Recco arriva il bravo Ralli, dal Camogli Bergantini, dall’Acqui Gilardi e, dalle giovanili della Sampdoria, Costa, Romaniello, Parodi e Pilato.

La squadra ha una discreta partenza e conquista tre punti nelle prime tre gare ( pari con l’Aosta e vittoria interna con il Trecate, grazie al primo gol in assoluto di Alessandro Balbi).

Il resto del torneo è un autentico calvario. I biancoblu alla fine totalizzeranno la miseria di 12 punti, pur perdendo di misura un gran numero di partite, anche con le grandi del campionato.

Dopo due stagioni la Busallese ritorna in Promozione dove la vita sarà tutt’altro che facile.

 

La stagione 1984/1985 purtroppo segue la falsariga della precedente e la Busallese colleziona la seconda retrocessione consecutiva finendo al 15° posto nel campionato di Promozione. Anche Puglionisi, dopo l’iscrizione al campionato lascia la società, che dopo alcune difficoltà grazie al prodigarsi di Cosimo Nano, viene salvata da un nuovo gruppo di dirigenti, capeggiati da Giuseppe Grillo, che assume il ruolo di presidente. La società è salva, ma il campionato non offre lo stesso esito.

La squadra costruita in fretta e furia ha un discreto avvio sotto la guida di Dellepiane, ma poi subisce un tracollo nel girone di ritorno e nonostante l’arrivo del nuovo mister Paolillo arriva la retrocessione in Prima categoria.

Unica nota positiva la crescita di elementi come Roberto Balbi, Alessandro Balbi, Ottoboni, Bellina e Pilato. Nel finale di stagione trovano spazio anche alcuni giovanissimi. Tra questi si segnala Enrico Ricchini (classe 1968), che bagna l’esordio a Mallare con un gol, purtroppo inutile. Da ricordare inoltre il ritorno a Busalla di Fulvio Bricchi.

 

Dopo 10 anni si ritorna nell’anonimato della Prima categoria. Nuovo allenatore in una squadra molto giovane è l’ex biancoblu Maurizio Zanotti, che reduce dall’esperienza di S. Olcese, inizia la carriera di allenatore, pur non smettendo i panni di giocatore. Alla fine Maurizio disputerà ben 29 gare, realizzando 7 reti (capocannoniere dei biancoblu) e la squadra chiuderà la stagione all’ottavo posto. Restano tutti i giovani della passata stagione (ad esclusione di Alessandro Balbi, militare) oltre a Mario Melis. Arrivano Sandro Molinari dalla Ronchese e Mauro Reggiardo dalla Casellese oltre a quattro elementi inattivi come Marco Traverso, Giampaolo Repetto, Ghiglia e Sciutti, che si riveleranno molto preziosi nel corso del campionato. Ai vertici della società ancora Giuseppe Grillo. Cesare Bassi lascia la carica di segretario, ma continua la sua attività di cronista e…di primo tifoso biancoblu. Alla fine i biancoblu si piazzano all’ottavo posto.

Il campionato propone l’derby inedito contro i cugini più prossimi vale a dire la Sarissolese. La gara, giocata di fronte ad oltre duecento spettatori, si decide in chiusura di prima frazione. Al 41’ cross di Traverso, la difesa verde respinge approssimativamente e Reggiardo trova la zampata vincente. Passano due minuti e su una punizione di Ottoboni, finta di Melis per l’accorrente Zanotti, il quale da due passi, mette in fondo al sacco. Esiste anche un derby nel derby, quello tra i fratelli Pietro (che milita nella Sarissolese) ed il più giovane Paolo (alfiere della Busallese). Ma uno scherzo del destino impedisce il confronto diretto. Infatti il busallese non scende in campo. Nel ritorno sarà Pietro a dare forfait.

Nel derby di ritorno con la Sarissolese (oltre 200 gli spettatori) i biancoblu, in vantaggio con Zanotti, e con un uomo in più per 70’, subiscono il veemente ritorno dei verdi locali che ribaltano la situazione e si impongono per 2 a 1 con i gol di Sanna e Magioncalda.

 

Anno 1986/1987. Inizia l’era di Paolo Tuttino! Il friulano, ex blucerchiato, si conferma un lusso per la categoria nelle vesti di giocatore e intraprende la carriera di allenatore, in quanto Zanotti è vittima di un grave infortunio (rottura del tendine d’Achille) ed è costretto a lasciare la panchina biancoblu quando la stagione sta per iniziare. Il grande fiuto del d.s. Cosimo Nano lo porta sulla panchina biancoblu. A Busalla aveva lasciato un ottimo ricordo nella seconda sfortunata stagione in Interregionale, non solo come giocatore, ma soprattutto come uomo, sempre disponibile ad aiutare i più giovani oltre ad essere un infaticabile lottatore sul terreno di gioco. Doti che non sono passate inosservate neppure ai vertici blucerchiati, che da diversi anni lo hanno ingaggiato per seguire le giovani speranze del loro settore giovanile.

Dal Libarna arrivano due volti già noti ai tifosi busallesI: Marcello Piras e Gianluigi Contu. Alessandro Balbi rientra in squadra, dopo aver terminato il servizio militare, al pari di Pilato, reduce da un serio infortunio. Partono verso altri lidi Baltuzzi, Melis e Scaletta. La presidenza della società viene assunta dal Dottor Tito Sismondini, che ricopre anche la carica di medico sociale.

La squadra si comporta molto bene in un campionato di alto livello tecnico, giocandosi la promozione nell’ultima gara con la Prà Folgore, persa, purtroppo, di misura. Tuttino nelle vesti di giocatore realizza alcuni gol pesanti, ma soprattutto dispensa assist a ripetizione. Il diciottenne Ricchini, conquista il posto di titolare in attacco va a segno 6 volte e crea gli spazi giusti per il collega di reparto Contu (bomber della squadra con 11 centri). Roberto Balbi tra i pali è praticamente insuperabile. Alessandro Balbi e Ottoboni pedine insostituibili al pari di Molinari, Piras e Bellina.

Uno scherzo del calendario propone alla prima giornata il derby cittadino con la Sarissolese. I verdi partono forte, ma alla fine il successo premia il maggior tasso tecnico della Busallese. Il gol vittoria lo realizza Contu, che di testa mette in fondo al sacco un invitante cross di Traverso.

Nel ritorno contro la Sarissolese. Freddo pungente, almeno 150 spettatori sugli spalti, ma le emozioni latitano. I biancoblu partono bene nella prima mezz’ora, ma poi sono imbrigliati dai sarissolesi. Finisce zero a zero.

Al Morteo su un terreno di gioco ridotto ad un pantano, gara molto tattica. In casi del genere chi segna per primo, di solito si aggiudica la contesa. È quello che accade, ma a gioire sono i locali, che con un tap in di Risso colgono il successo promozione.

Per i biancoblu ovvia la delusione, per il quarto posto finale, ma anche la consapevolezza di aver lottato fino alla fine per il primato.

 

Nell’estate del 1987 Busallese e Sarissolese decidono di riunire le proprie forze. Dopo diversi abboccamenti risulta decisiva una riunione presso il Palazzo comunale, presente il sindaco Claudio Ferralasco. I presidenti Sismondini e Grammatico ufficializzano il matrimonio. La nuova società si chiamerà Unione sportiva Busalla calcio 1909. Nuovo è anche il presidente che risponde al nome di Roberto Foroni, giovane imprenditore, che sarà coadiuvato dai vicepresidenti Claudio Guidetti e Filippo Grammatico. La squadra rimane affidata a Tuttino. Il d.s. Nano centra il colpo del mercato prelevando il giovanissimo bomber Tony Santoro dal Multedo. Ritorna dopo quattro stagioni Claudio Nardini, uno dei migliori difensori della storia del sodalizio busallese. Per il resto, viene confermata l’ossatura della vecchia Busallese. Da Sarissola arrivano Parella, Podrecca e Superina e diversi giovani per la juniores.

Campionato dominato dall’Audace Campomorone, i biancoblu chiudono al 4° posto. Santoro realizza 14 reti in 21 gare ed è già destinato a diventare il massimo realizzatore della società. In evidenza anche Ricchini autore di 8 centri.

L’assalto alla Promozione è solo rimandato!

 

La nuova stagione inizia sotto la guida di un nuovo presidente: Foroni lascia il posto a Roberto Luberti, che guiderà la società fino all’Eccellenza. La squadra è ulteriormente rinforzata con gli innesti del busallese Valter Franceschi (un gradito ritorno dopo tanti anni trascorsi a Pontedecimo), di Perelli (ex Cogoleto, anche per lui si tratta di un ritorno) e Brassesco (prelevato dal Multedo). Yuri Gregoli a 17 anni è già un punto di forza della squadra. Paolo Tuttino decide di appendere le scarpe al chiodo e si dedica totalmente al ruolo di allenatore. Sciutti e Parella migrano verso altri lidi. Ricchini a causa del servizio miliare non viene mai utilizzato.

A fine stagione arriva un quarto posto, che non soddisfa la dirigenza.

 

Nella stagione 1989/1990 il Busalla decide di affidare la guida tecnica della squadra al compianto Sergio Pinceti, coadiuvato dal direttore sportivo Giuliano Bodrato, che torna a Busalla, dove in passato aveva già allenato. Il duo è molto affiatato avendo conquistato la promozione nella stagione precedente con la CULMV. La società vuole a tutti i costi aggiudicarsi il campionato e alla fine ci riuscirà con pieno merito. Su un telaio ormai collaudato vengono inseriti Cipani, Vicale (provenienti dal CFFS Sampierdarena), Cavo (ex Audace Campomorone), Bolettieri (dall’Arquatese), Silvestri (ex Ligorna) ed il baby Rizza (prelevato dalla Virtus Sestri). La squadra domina il campionato, ma verso la fine ha un leggero cedimento. Così dopo la sconfitta esterna con la Coalma, Pinceti viene esonerato. La squadra passa all’ex Bortolotti e colleziona quattro successi nelle restanti gare. I biancoblu si laureano campioni regionali di categoria, sbarazzandosi prima della blasonata Sanremese (battuta per 2 a1 con i gol di Cipani e Ricchini) e superando poi in finale a Chiavari gli spezzini del Vezzano per 4 a 3, trascinati da un grande Franceschi (doppietta). Di Brassesco e Santoro gli altri gol.

Campionato di Promozione girone A 1990/1991

Il salto di categoria non coglie impreparata la dirigenza che sceglie un mister emergente ed ambizioso, vale a dire Beppe Maisano. La squadra viene ulteriormente rinforzata, grazie anche all’inizio del rapporto di sponsorizzazione con la società IPLOM, che ormai da 25 anni presenta il proprio marchio sulle casacche biancoblu . Arriva, tra gli altri, Ochrymowicz (dalla N. S. Fruttuoso), che si rivelerà come uno degli uomini chiave dello schieramento busallese. Con lui Stemmi e Collina (dal Serra Riccò), Porcu (dalla Lavagnese) i giovani Vandresi e Isetta (dalla Pegliese), Gatti (dall’Edera Prà Palmaro) e Nicoletti (ex Varazze). Paolo Bellina, già responsabile della scuola calcio decide di lasciare il calcio giocato a soli 26 anni per dedicarsi completamente all’attività di istruttore di giovani calciatori.

L’ottavo posto finale dà diritto allo spareggio per salire in Eccellenza. Gara unica a Lavagna contro l’Ortonovo. Caldo torrido, partita tattica, in gare come questa, il primo che segna poi vince. Il golletto arriva al 44’, in realtà si tratta di un eurogol, e lo realizza Fruzzetti con un tiro di prima intenzione dai venti metri. In precedenza Ochrymowicz aveva avuto sui piedi la palla del possibile vantaggio, ma il suo tiro era finito di poco fuori.

La società soddisfatta in ogni caso per il buon campionato, considerato il fatto che, come matricola, cercava una comoda salvezza, presenta domanda di ripescaggio e, complice la fusione tra Sanremese e Sanremo 80, ottiene a tavolino quanto aveva ampiamente dimostrato di meritare sul campo, vale a dire l’ammissione all’istituendo campionato di Eccellenza, dove troverà casa per gli anni a venire.

Un Busalla da… Eccellenza

Il riconfermato Maisano guida i biancoblu ad un entusiasmante settimo posto nel neo nato campionato di Eccellenza edizione 1991/1092. La rosa viene arricchita dagli innesti di Sbravati (ex CULMV), Mazzucchelli (ex Serra Riccò), Franceschi (di ritorno da Arenzano), Lagorio (ex Sampierdarenese) e Trinchero (ex Pro Recco). Nel corso della stagione debuttano Andrea Romeo e Antonio Mignacco (destinato ad una lunghissima carriera con la maglia biancoblu, una vera “bandiera”). Fabio Ochrymowicz, passa all’ambizioso Vado. Il campionato si mette subito bene dopo i pari con Pontedecimo e Sestrese e la vittoria esterna sul Monterosso. La squadra gira a mille soprattutto nella parte finale della stagione dove conquista 8 punti nelle ultime 5 gare conquistanod un ottimo settimo posto finale.

 

L’anno dopo alla corte dei biancoblu arriva Antonio Di Pace dal Fegino, allenatore di grandi qualità. La squadra perde Mazzucchelli, Cipani e Franceschi, penalizzati da una regola assurda che impone di poter schierare solo tre giocatori over 26, ad esclusione dei cosiddetti fedelissimi (Ottoboni ed i due Balbi), ma oltre a Maisano, anche il bomber Santoro, elemento insostituibile, entrambi approdati alla Sestrese. Arrivano gli attaccanti Biliotti dal Fegino e Oliveri dal Vado (insieme a Ochrymowicz, cavallo di ritorno). La giovane truppa biancoblu tiene testa a tutti gli avversari pur avendo una certa difficoltà ad andare in gol. Fatali le due sconfitte esterne consecutive con Sestri Levante e Ortonovo nella parte finale del campionato. Alla fine i biancoblu terminano quattordicesimi e salutano con qualche recriminazione l’Eccellenza. Sono gli episodi a condannare i busallesi (vedi un paio di rigori falliti e altrettante sviste arbitrali a dir poco colossali), ma si sa, oltre ai demeriti propri, sono i dettagli a fare la differenza e questa volta l’hanno fatta in negativo. La società, nel frattempo è stata insignita delle benemerenza da parte della F.IG.C. per aver superato i 75 anni di attività.

 

La stagione della rifondazione nella stagione 1992/1993. Bisogna trovare un nuovo presidente, possibilmente all’interno della società. Alla fine la scelta ricade su Nicolò Aloi, che dopo aver rivestito i panni di giocatore, allenatore e dirigente del settore giovanile, si tuffa con entusiasmo nella nuova avventura, che dura durerà ben diciassette stagioni, affiancato da Luigi Bonafini, ormai un’istituzione in biancoblu.

Di Pace viene riconfermato. Vengono acquistati il bomber Tumminello dal Borgorattiliguria, autore di 17 reti nella stagione precedente e Repetti dal Pontedecimo. Ritorna all’ovile Franceschi (per la quarta volta) dopo una breve parentesi in quel di Arenzano. Ma la forza del Busalla sono i giovani Pesciallo, Mignacco, Romeo e Traverso.

Migrano verso nuovi lidi Biliotti (Fegino), Lagorio (Sampierdarenese), Lume e Morgavi (Ronchese), Oliveri (Cogoleto) e Lorenzo Taddeo (Voltrese).

Il campionato propone un’avvincente lotta a tre tra i biancoblu, l’Albenga e la Rivarolese. Alla fine la spuntano gli ingauni per una sola lunghezza, anche se nelle ultime otto gare il Busalla conquista 14 punti sui 16 disponibili. Decisivo il pari interno con la Bolzanetese, complice un dubbio rigore concesso agli ospiti. Peccato!

L’Albenga ottiene il punto che voleva con la CULMV e festeggia la promozione. Per il Busalla un secondo posto dal sapore agrodolce. Ma non è ancora finita l’avventura ! Infatti il giorno dopo la Federazione decide che si deve disputare uno spareggio con il Ligorna (seconda classificata del girone B), per un eventuale posto in Eccellenza in caso di promozione dell’Imperia. Gara vinta per uno a zero dai genovesi, che si rivelerà comunque inutile.

 

Arriva la stagione del riscatto! Il Busalla alla fine domina il campionato mietendo record in serie e torna nell’elite del calcio regionale, il campionato di Eccellenza.

Ancora una volta a fare la differenza sono i giovani del vivaio, in particolare Glioti e Bergesio (autore di un paio di gol decisivi). In attacco Tumminello (8 gol) e Taddeo (7 reti) fanno faville, supportati dall’eterno Franceschi che a fine anno chiude la sua lunga carriera, prima di passare ad allenatore la juniores busallese. Il campionato vede la lotta per il primato ristretta a Busalla e Pietra Ligure, ma i biancoblu inanellano una serie di 18 partite utili e salutano la compagnia. Alla fine arriva anche il titolo di campione regionale a scapito del Folbas.

Ma andiamo con ordine. La squadra che va ad affrontare la nuova stagione è molto competitiva e ottimamente affiatata, vengono confermati quasi tutti i giocatori tanto è vero che si registra un solo arrivo, quello di Yuri Gregoli, prodotto del vivaio locale, ritornato all’ovile dopo diverse stagioni alla C.U.L.M.V. Ma l’acquisto determinante sarà il pieno recupero di Michele Tumminello, giocatore carismatico, nonché bomber di razza. Lasciano il sodalizio busallese Repetti, Ledda e Roberto Morgavi. Alla guida della squadra riconfermatissimo Antonio Di Pace, mister di indubbie doti e di rara umanità. Il Busalla insieme all’Argentina è la squadra da battere, ma per tutta la stagione dovrà fare i conti con la matricola terribile Pietra Ligure, che solo alla ventinovesima giornata ammainerà bandiera bianca in segno di resa.

I ragazzi di Di Pace conquistano il titolo di Promozione superando nella doppia finale gli spezzini del Folbas. Tre a uno a Busalla (doppietta di Tumminello con l’ausilio di un rigore e singola di Taddeo) e tre a zero in quel di Follo (gol del solito Tumminello, Ottoboni e del giovane Summa).

È un Busalla da record: massimo dei punti in trasferta (20), maggior numero di gare vinte (14), maggior numero di vittorie in trasferta (7), minor numero di sconfitte (2, entrambe in trasferta), maggior numero di reti segnate (40), minor numero di reti subite in casa (7), miglior differenza reti (+ 20). Una stagione in crescendo conclusa alla grande, il successo di una squadra di giocatori affermati uniti a giovani talenti, ma soprattutto una squadra di veri amici.

 

I biancoblu, ritornati in Eccellenza, dopo un avvio sprint, nelle fase discendente del girone di andata vanno in affanno; la strada è tutta in salita, ma i ragazzi di Di Pace ancora una volta non tradiscono le attese e grazie ad un ottimo girone di ritorno, caratterizzato da ben 7 vittorie ( e 24 punti) si piazzano al 13° posto nel primo anno in cui la vittoria vale tre punti. Storico il successo in casa dell’Imperia (gol di Taddeo e Cannistrà), che non perdeva tra le mura amiche da diversi anni. Il nuovo bomber Franco Rozzi (prelevato dall’Audace Campomorone, insieme a Mario Cannistrà), realizza 12 reti. Debuttano Aloi, Badino, Bertero e Giuseppe Repetto. Glioti e Mulonia si confermano giocatori in grado di fare la differenza. Dopo cinque stagioni lasciano i biancoblu due giocatori di grande spessore umano e tecnico, vale a dire Roberto Collina e Stefano Porcu.

 

La nuova stagione (1996/1997), sempre sotto la sapiente guida di Antonio Di Pace, segue la falsariga di quella precedente. Partenza lenta (solo 12 punti al giro di boa), poi alla distanza i biancoblu si confermano nella categoria, cogliendo sei successi interni consecutivi (stupendo quello con la capolista Entella firmato da un eurogol di Rozzi in rovesciata volante). La salvezza si decide comunque all’ultima giornata in casa del Ceparana, costretto a vincere. Il drammatico scontro diretto finisce 0 a 0 e per i biancoblu è festa grande. Arrivano Figus dall’Audace Campomorone, Hernandez dalla Rossiglionese e il portiere Robello ex Sestrese, inattivo la stagione precedente. I trascinatori della squadra sono ancora una volta, insieme al baby Glioti, Ottoboni e Mulonia, che sono capaci addirittura di realizzare diciotto reti in due (otto il primo e dieci il secondo), determinanti ai fini della salvezza. Tra i pali esordisce il giovanissimo Fausto Caprile, decisivo nella sfida salvezza di Ceparana. Roberto Balbi, dopo tredici stagioni decide di fermarsi un anno per motivi di lavoro, mentre Roberto “Micio” Gatti dopo sei campionati disputati lascia il sodalizio busallese e approda alla Sampierdarenese.

 

Ancora una volta i biancoblu centrano l’impresa della salvezza in una stagione, l’ultima della gestione Di Pace, iniziata al piccolo trotto. Ma, in virtù di un ottimo girone di ritorno (solo due sconfitte) recuperano ben sei lunghezze sulla zona salvezza e alla fine chiudono al 10° posto trascinati dagli incontenibili Glioti e Romeo, ormai giocatori di categoria superiore.

La squadra rimane sostanzialmente invariata. A stagione in corso dà il suo contributo Giovanni Pelligra ex Audace Campomorone. Roberto Balbi torna in squadra per fare da chioccia al giovane Caprile, che si mette in buona evidenza. Lasciano la società Robello (ceduto al Vado) e Gabriele Taddeo, passato alla Sampierdarenese. In società Cesare Bassi torna ricoprire il ruolo di segretario generale.

Decisive in questa stagione le vittorie con l’Argentina e quella esterna a Ventimiglia (3 a 0 con reti di Glioti, Romeo e Pelligra, nonostante la squadra fosse priva di molti titolari).

 

Dopo sei anni le strade del Busalla e di Antonio Di Pace si separano. Il Mister campano approda in Serie D alla Sestrese (insieme ad Andrea Romeo) e a Busalla arriva uno dei migliori allenatori emergenti, vale a dire Mirko Moretti, fautore di un calcio offensivo, proveniente dal Bogliasco e reduce da tre campionati vittoriosi.

Insieme a lui torna dopo sei stagioni il grande Tony Santoro (dal Ligorna), che proprio con i colori biancoblu ritrova l’antico smalto, disputando un campionato da assoluto protagonista. Arrivano anche Gatto (Vignolese), Aprile (Sori), Segantini (Baiardo). Da registrare la partenza del bomber Franco Rozzi. Roberto Balbi, uno dei più grandi portieri della storia busallese decide di appendere i guanti al chiodo, chiudendo così la sua carriera colorata di solo biancoblu.

Ma senza nulla togliere a tutti gli altri giocatori, il protagonista numero uno della stagione è senza dubbio Mauro Glioti, che esalta le sue doti realizzative andando a segno a ripetizione. Alla fine i suoi centri saranno ben 15. La squadra gioca un bel calcio soprattutto nella prima parte della stagione dove colleziona ben 10 successi interni consecutivi, raggiungendo anche la finale di Coppa Italia dove viene superata dalla Fezzanese. La salvezza arriva con un turno d’anticipo e alla fine i biancoblu si piazzano al sesto posto.

 

Nel campionato 1999/2000 il Busalla costruisce una squadra ambiziosa e decide di affidarla alla guida di Beppe Maisano, che ritorna così a Busalla (dove si consacrò come uno dei migliori tecnici liguri) dopo otto anni. La rosa già competitiva viene ulteriormente rafforzata con un grande colpo di mercato che risponde al nome di Gianfranco Cannistrà, che dopo una vita all’Audace Campomorone (salvo una parentesi al Libarna) si cimenta in una categoria a lui decisamente più consona. Il suo destro al tritolo regalerà numerose gioie ai supporters biancoblu. Oltre a lui arriva Alessandro Giovati dal Varazze (un centrale con i fiocchi) a cui si aggiungono due giovani interessanti come gli ex novesi Luchetta e Ricci. Viene promosso in prima squadra il difensore Roncallo, arrivano anche i babies Carminati (Derthona) e Fiore (Baiardo). Per il resto vengono confermati tutti gli elementi che costituiscono l’ossatura della squadra, a cominciare dai pezzi pregiati Glioti e Santoro. Lasciano la truppa Gatto ed i veterani Yuri Gregoli e Luca Sbravati. Mulonia inizialmente cerca un’altra sistemazione, salvo poi rientrare a stagione iniziata.

L’inizio di campionato fa registrare ben 3 vittorie consecutive (record busallese nella categoria) con Bolzantese (2 a 0 gol di Cannistrà e Figus, che realizza il suo unico gol con la maglia bancoblu), a Spezia ocn la Fezzanese (sempre 2 a = con Santoro e Cannistrà) e caperanese (ancora risultato all’inglese grazie ai centri di Giovati dopo 120 secondi e Glioti).

Alla fine i biancoblu chiudono al 5° posto conquistando 45 punti in classifica, dei quali 38 (record assoluto del campionato) conquistati in casa. Antonio Mignacco si conferma giocatore di gran rendimento risultando quello con maggior presenze (29 su 30). Ma questa è anche la stagione dei due capitani di lungo corso Alessandro Balbi e Roberto Ottoboni, che hanno portato a termine la loro diciottesima stagione in prima squadra con la maglia biancoblu, superando il traguardo delle 400 presenze in gare ufficiali di Campionato e Coppa Italia. Un esempio di longevità sportiva e di attaccamento ai colori sociali che deve essere da esempio per tutti.

 

La stagione successiva, la Busalla calcistica vive la sua migliore annata degli ultimi quindici anni sfiorando gli spareggi nazionali per l’ammissione alla serie D, conquistando uno storico terzo posto finale, al termine di un campionato abbastanza movimentato.

La dirigenza, fedele alla propria filosofia conferma la stragrande maggioranza dei propri giocatori rinforzando la rosa con due innesti di qualità che rispondono ai nomi di Davide Romeo, uno dei migliori portieri della categoria proveniente dal Baiardo e Andrea Damonte, jolly difensivo ex Pontedecimo e Sestrese. Nel corso del campionato esordiranno i giovani Savaia, Scalise, Giovani e Speranza. Lasciano la squadra due pezzi grossi vale a dire i senatori Alessandro Balbi, che va a chiudere la sua lunga carriera in quel di Ronco, dopo aver vestito la casacca biancoblu in oltre 400 occasioni e Tony Santoro che approda alla Bolzanetese, dopo essere diventato il maggiore cannoniere di tutti i tempi con i colori busallesi con i suoi 84 gol complessivi (77 in gare di campionato e 7 in Coppa Italia). Luchetta passa all’Ovada e vengono lasciati liberi i portieri Aprile, Cavaleri e Fornaroli. Alla guida della squadra viene confermato Beppe Maisano.

Per la prima volta in questa categoria si gioca il derby con la Casellese. Di fronte ad una cornice di pubblico straordinaria (oltre 500 gli spettatori presenti) i biancoblu, che recuperano Mauro Glioti, non vanno oltre uno scialbo zero a zero contro i ragazzi di Pilastri bravi a inaridire le fonti di gioco busallesi per poi colpire di rimessa.

A fine gara l’allenatore Maisano rassegna le dimissioni.

La dirigenza cerca di correre ai ripari ed ingaggia Mirco Moretti di ritorno dopo una breve esperienza a Rapallo, che coadiuvato dal preparatore atletico Paolo Bellina, fa il suo esordio proprio a Rapallo, opposto alla Grassorutese.

La squadra si ricompatta e inizia un nuovo esaltante cammino.

Il girone di andata si chiude con un rocambolesco pari interno (3 a 3) con il Pontedecimo guidato dall’ex Antonio Di Pace e con in campo un altro ex, Andrea Romeo, tra l’altro autore di due dei gol granata. I biancoblu sono sempre costretti a rincorrere, prima con Cannistrà (su rigore), poi con Mignacco ed infine con Pesciallo. Ma la notizia del giorno è proprio il primo gol di Antonio Mignacco, che dopo oltre duecento partite di campionato con la casacca biancoblu è riuscito togliersi la soddisfazione di battere il portiere avversario, cosa che a livello giovanile gli succedeva di frequente. Un giusto premio per un giocatore ormai simbolo del sodalizio e con dieci campionati sulle spalle nonostante i soli 26 anni.

 

Il derby con la Casellese è alle porte vincerlo significherebbe mantenersi nei quartieri alti della classifica. Si gioca sul neutro di Begato per via della nevicata che ha reso impraticabile il manto erboso di Casella. I ragazzi di Moretti sfoderano la miglior prestazione stagionale dominando letteralmente l’incontro, che alla fine finisce solo una a zero, ma il risultato non è mai stato in discussione. Un perfetto colpo di testa di Nino Mulonia sugli sviluppi di un calcio d’angolo decide la gara seguita da un folto pubblico.

La successiva vittoria interna con la Grassorutese conferma le potenzialità dei biancoblu che con il minimo sforzo ottengono il massimo risultato. La firma sul successo è apposta da Paolo Badino, ancora una volta autore di un gol pesante. La domenica successiva fa registrare una sosta forzata a causa dell’impraticabilità del campo di Santa Margherita.

I biancoblu credono fortemente nel secondo posto, ma i due derby genovesi con Bolzanetese e Molassana li allontanano dall’obiettivo. Contro i primi arriva solo un pari; infatti dopo il vantaggio di Badino allo scadere l’arbitro decreta un rigore ai polceveraschi, che Cubattoli non fallisce. A Molassana arriva la prima sconfitta esterna della gestione Moretti. La squadra si esprime bene per mezz’ora, poi con i locali in dieci, viene infilata in due occasioni senza poter replicare.

Dopo 17 risultati utili consecutivi si arriva così alla sfida decisiva con il Fo. Ce. Vara per designare la seconda classificata, piazza utile per accedere agli spareggi promozione a livello nazionale. I ragazzi di Moretti sono obbligati a vincere per scavalcare gli spezzini forti di due punti di vantaggio. La gara è molto equilibrata, solo un episodio può deciderla. Gli ospiti schierano una formazione molto guardinga e alla fine vengono premiati, perché riescono resistere in tutti i modi agli attacchi busallesi. Lo zero a zero iniziale non si schioda. L’arbitro sorvola su un netto fallo in area ai danni di Glioti, che poteva essere sanzionato con un rigore. Per i ragazzi biancoblu meritatissimo il lungo applauso loro tributato dal pubblico al termine della gara, per sottolineare una stagione indimenticabile.

La passerella di Pontedecimo serve solo per gli amanti della statistica. Gara bella giocata a viso aperto dalle due squadre. Giusto il pari finale con i gol di Balboni e Mauro Glioti. Una degna conclusione per un campionato che ancora una volta ha visto i colori busallesi splendere nell’elite del calcio ligure con uno strabiliante terzo posto finale.

 

Dopo il terzo posto della stagione precedente i biancoblu guidati dal riconfermato Mirco Moretti si accingono a disputare un altro campionato di vertice. La rosa a disposizione del tecnico nerviese viene ulteriormente rinforzata grazie agli innesti dell’attaccante Mirko Bolesan (l’ultima stagione alla Grassorutese, ma con un passato nelle giovanili del Genoa, poi Sestri Levante, Entella, Sestrese. Finale e Libarna) e di Alessandro Scuzzarello, mediano sette polmoni, proveniente dal Baiardo. Nel corso della stagione Davide Romeo è costretto ai box da problemi di salute e a difendere i pali della porta biancoblu è chiamato Massimiliano Camisa (ex Grassorutese). Le aspettative vengono mantenute.

In società approda una figura che nel corso degli anni si rivelerà importantissima, vale a dire un massaggiatore professionale quale è Aldo Borda, che forte del suo passato nelle file di Genoa ed Alessandria, sarà fondamentale per la cura dei muscoli e della “mente” di tutti i giocatori biancoblu. Il buon Aldo oltre a riuscire a recuperare in tempi brevissimi gli infortunati è anche un grande motivatore.

Inizio di stagione ottimo con la squadra sempre nelle zone nobili della classifica, poi negli ultimi turni subentra un naturale appagamento e i ragazzi del presidente Aloi chiudono al sesto posto.

Nel derby in quel di Casella i ragazzi di Moretti che chiudono il primo tempo in vantaggio per 4 a 0. Vanno a segno Cannistrà, su punizione, Aloi su assist di Cannistrà, poi Torre fa harakiri, e allo scadere Glioti, ancora servito dallo scatenato Cannistrà. Nella ripresa Glioti e Bolesan (al suo primo centro in biancoblu) danno contorni amplissimi al successo busallese. Finisce 6 a 0, vittoria storica per le dimensioni del risultato e l’entità dello scarto (con analogo punteggio furono sconfitte in seguito Lerici e Cairese) per il campionato di Eccellenza.

Anche nel ritorno largo successo ai danni di una Casellese alla deriva. Il quattro a zero finale si commenta da solo. Ancora Aloi veste i panni del goleador, ormai è specializzato nel raccogliere i piazzati di Cannistrà respinti dal portiere, e anche in questa gara si ripete. Al 35’ questa volta Cannistrà centra il bersaglio disegnando una magnifica parabola, che si spegne sotto l’incrocio dei pali. Il buon Gianni poi risolve una mischia in area. Momenti di gloria anche per il baby Giorgio Lanzarone, che, subentrato a Cannistrà, fugge in beata solitudine dalla tre quarti, entra in area e fa secco il portiere, fra l’esultanza del pubblico presente.

Un’altra stagione al di sopra delle righe passa in archivio, ormai i biancoblu sono stabilmente tra le grandi del calcio ligure.

 

Nel segno della continuità la politica societaria del Busalla, che conferma l’allenatore Moretti anche nela stagione 2002/2003 e gran parte della rosa rinforzata dagli innesti del portiere Carpi (proveniente dal Bogliasco) e dei difensori Piazza (ex Grassorutese) e Lezziero (ex Ligorna). Cannistrà e Bolesan si confermano implacabili sotto porta e realizzano 27 reti in due. In evidenza il giovanissimo Federico Alizia, appena sedicenne, ma in grado di andare a segno in quattro occasioni e di dare nuova linfa alla squadra nel finale di stagione. In classifica i biancoblu si confermano nelle squadre di vertice e chiudono con un brillante sesto posto. Glioti e Mignacco ritornano a calcare i campi dopo lunghi infortuni.

Nell’ultima giornata passeggiata contro il retrocesso Lerici. Finisce 6 a 0. Ma a gra amerita di essere ricordata per l’addio alla maglia biancoblu di Gianfranco Cannistrà che apre la goleada con il suo diciassettesimo centro stagionale esaluta la società biancoblu, per accasarsi al San Cipriano, dopo aver realizzato 54 gol in 106 partite di campionato (media leggermente superiore a 0,5 gol a gara, un dato statistico irripetibile).

 

Nel 2003/2004 la società saluta la partenza di Gianni Cannistrà, un grande della storia biancoblu e si rimbocca le maniche alla ricerca di un degno sostituto. Lo trova nel giovane, ex rossoblu, Salvatore Carrubba, l’ultima stagione in prestito all’Acquanera di Basaluzzo. Il baby attaccante sarà molto utile alla causa nel girone di andata, prima di essere fermato da un fastidioso infortunio. In porta viene ingaggiato l’esperto Giampaolo Renon, portiere con esperienza in quarta serie, proveniente dalla Lavagnese. Ritorna a casa Nino Mulonia dopo una stagione passata al Lagaccio. A novembre la squadra viene ulteriormente rinforzata grazie agli innesti di Figus (rientrato dopo una brevissima esperienza al Casella San Cipriano) e Mignone (prelevato dal Pontedecimo). Proprio Davide Mignone con i suoi otto gol sarà il trascinatore della squadra nel girone di ritorno. Il riconfermato mister Moretti dà fiducia a Benvenuto impiegandolo a destra sulla linea difensiva, dà spazio ai babies Alizia, già protagonista l’anno precedente, e Firpo, decisivo nella gara di Fezzano, vero e proprio spartiacque del campionato biancoblu. È infatti questa la gara dove i busallesi capiscono di poter ottenere una tranquilla salvezza (12° posto) in un campionato duro che vede ai nastri di partenza ben 18 squadre.

 

Nel 2004/0205 la squadra ad Antonio Di Pace, che ripercorrendo le orme di Maisano e Moretti ritorna in Vallescrivia per la seconda volta a distanza di cinque anni. Arrivano giocatori di grande nome come l’ex Andrea Romeo e Zoni (dal Pontedecimo), Maghamifar (dalla Castellese) e Pittaluga (dal Serra Riccò). Trovano molto spazio i giovani Marco Capanni, Stefano Firpo e Christian Repetto. Debuttano in campionato Bisio, Campiti e Puliga. Lasciano il sodalizio biancoblu diversi giocatori di primo piano: Pesciallo, Scuzzarello, Bolesan, Piazza, Renon, Carrubba, Mignone e Davide Romeo (che ritorna all’attività agonistica). Sarà una stagione tribolata con una salvezza conquistata sul filo di lana sfruttando anche l’increbile calo della Golfodianese nel girone di ritorno. La prima vittoria arriva dopo 12 turni.

Al dodicesimo assalto arriva il primo successo stagionale ai danni del Finale. Partita caratterizzata da ben sette reti, ricca di emozioni e vietata i deboli di cuore. Eroe di giornata Stefano Firpo che all’87’ regala i primi tre punti ai suoi con bel destro al volo su assist di Petrini. Ma andiamo con ordine. Al 7’ gol ospite di Anselmo. Al 25’ Glioti si procura un rigore, che Romeo trasforma. Con i locali in avanti Giribone colpisce in contropiede. Nella ripresa Mulonia serve Zoni che con un gran destro fa 2 a 2. Passano 4’ e i biancoblu passano a condurre sempre grazie ad un rigore di Romeo (netto il fallo su Zoni). Al 28’ Anselmo fa il bis. Poi al 42’ il gol decisivo di Stefano Firpo.

Dopo 14 turni e soli 10 punti in classifica la società ed il tecnico decidono consensualmente di risolvere il rapporto, consci della necessità di dare uno scossone all’ambiente. La squadra, paga le molte assenze, ma soprattutto una mentalità troppo difensiva, sebbene a tratti esprima un buon calcio.

Il presidente Aloi decide di affidare la panchina biancoblù ad Alessandro Balbi, bandiera della società, prima come giocatore, e negli ultimi tre anni come allenatore della juniores. A lui il compito di centrare l’impresa della salvezza. Sarà durissima, ma la squadra ha le potenzialità per raggiungere questo traguardo.

Alla diciannovesima Busalla ultimo in classifica con 12 punti una sola vittoria e con solo 9 gare per tentare il miracolo.

La società continua a crederci quando potrebbe invece tagliare qualche giocatore e alla fine avrà ragione.

La riscossa inizia con il netto successo nel derby con il Pontedecimo. Balbi opta per Parodi in porta, sposta Romeo sulla fascia sinistra e l’esterno biancoblu, sarà autore di una prestazione maiuscola. Il risultato si sblocca dopo 2’ grazie ad un destro vincente dell’ex Maghamifar. Al 45’ discesa di Romeo, che dopo aver saltato due uomini mette in mezzo, dove irrompe Glioti, che insacca. Al 69’ un superlativo Glioti serve Stefano Firpo, che calcia a rete, il portiere respinge, irrompe ancora Glioti che cala il tris.

Busalla ormai spacciato, ma il pari di Finale contro i giallorossi quasi retrocessi, se alla fine dei 90’ sembra inutile, nell’economia del campionato sarà fondamentale. Dopo 7’ i locali sono già sul due a zero. Poi si scatena Zoni che con due magistrali punizioni porta il risultato sul 2 a 2 definitivo.

Mancano tre turni alla fine della stagione, solo con tre successi i ragazzi di Balbi, disgrazie altrui permettendo, possono agguantare la salvezza.

Il primo tassello è costituito dal successo interno ai danni del Rivasamba. I biancoblu ipotecano la gara nel giro di due minuti. Al 19’ Giuseppe Repetto lancia Zoni sul filo del fuorigioco, il bomber biancoblu scarta il portiere e insacca. Passano 2’ e Aloi sugli sviluppi di una punizione calciata da Romeo raddoppia. Gol ospite all’89’ con Bottaro.

A Bolzaneto gara decisiva: ai locali basta un punto per salvarsi, ma i ragazzi del presidente Aloi devono solo vincere. La vittoria arriva di rigore. Infatti, dopo il vantaggio di Spatari, due massime punizioni trasformate rispettivamente da Glioti al 45’ e da Romeo al 90’ (contestatissima la decisione del direttore di gara) regalano il successo ai biancoblu, che nell’arco del doppio confronto sono andati a segno quattro volte sempre dal dischetto. Un vero record!

Ora la salvezza è un discorso a tre. Alla Bolzanetese a quota 30 basta un punto, il Busalla (opposto al già retrocesso Ligorna) ha una lunghezza di svantaggio dal Golfodianese che deve giocare contro la capolista Sestri Levante. I rivieraschi perdono con i corsari che così salgono in Serie D, mentre i ragazzi di Balbi non hanno difficoltà a sbarazzarsi del Ligorna. Finisce 6 a 1. Vanno a segno Aloi, Marco Capanni (che realizza il suo primo gol assoluto), Glioti, Petrini, Romeo e Zoni. Alla fine è festa grande. Dopo un’incredibile rimonta, maturata nelle ultime nove giornate, dove sono arrivati ben 19 punti, i ragazzi di Balbi centrano un’impresa incredibile. Andrea Damonte, difensore – ultras di grande rendimento, sintetizza in un mega striscione, preparato in settimana, la stagione biancoblu: “Il Busalla si è salvato, alla faccia di chi ha gufato!”   L’avventura in Eccellenza continua…

 

Dopo la clamorosa salvezza della stagione precedente giunge scontata la riconferma del mister Alessandro Balbi, che può cosi impostare la stagione a bocce ferme. Ma le sorprese sono dietro l’angolo. Molti giocatori sebbene confermati dalla società, decidono di intraprendere altre esperienze. Romeo e Zoni partono alla volta di Cornigliano, Bertero e Glioti scendono addirittura di due categorie e vanno a rinforzare la Ronchese. Partono anche Petrini e Maghamifar. La difficile ricostruzione della squadra è affidata a Aldo Mignacco, che rientra in società e assume il ruolo di direttore sportivo. Arrivano giocatori di categoria come Narizzano (ex Sestri Levante), Chiodetti (dal Brugnato), Giribaldi (ex Pontedecimo), Ognjanovic (dall’Acqui), Mignone (ex Camogli). A novembre si aggiunge De Mattei (ex Sestrese, scuola Genoa, con un passato tra i professionisti). Rientrano i prestiti Alizia e Luca Capanni (out dopo due mesi per un brutto infortunio al ginocchio). I giovani Bisio, Campiti e Puliga trovano molto spazio. Anche Monti, Spagnolo, Emanuele Repetto e Serra (al loro esordio) danno il proprio contributo. La squadra trova la sua quadratura abbastanza rapidamente, ma deve fare i conti con molte assenze e un pizzico di sfortuna. Nelle ultime giornate resta invischiata nella zona play out e così è costretta a conquistare la salvezza nella gara di spareggio. Salvezza che arriva all’ultimo minuto. Insomma un’annata vissuta pericolosamente.

L’ultima fatica di campionato è a Santa Margherita. Con una vittoria i biancoblu sono matematicamente salvi, il pari serve solo se dagli altri campi arrivano risultati positivi. La gara inizia un quarto d’ora dopo (per uniformità), perché in altre partite vengono messi in atto subdoli trucchetti per pilotare il risultato. Alla fine i biancoblu non vanno il pari contro i battaglieri arancioni, mentre altre gare hanno esiti che sanno tanto di “biscotto”. Morale della favola: i biancoblu finiscono ai play out contro il Bru Lerici, sempre battuto nella stagione regolare. Per la cronaca Mignone aveva portato in vantaggio il Busalla, poi, nel finale, dopo il pari locale, delizioso pallonetto di Narizzano, con la palla che scavalcava il portiere e finiva la sua corsa sulla traversa. Una beffa nella beffa!

La prima gara dello spareggio è in casa degli spezzini. Gara tirata, decisa da un gran gol dalla distanza di Roberto Puliga. I biancoblu nella gara di ritorno possono anche perdere con un gol di scarto. Balbi è costretto a schierare in porta il giovane Gaiardo, vista l’indisponibilità di Pittaluga e Parodi. De Mattei non al meglio parte dalla panchina. Gli ospiti passano a condurre al 18’ con Giorgi. I biancoblu sono troppo contratti, ma non sembrano correre eccessivi rischi fino all’82’ quando lo stopper Canciello, spostato all’attacco, con una percussione in area raddoppia. I busallesi sono virtualmente in Promozione. Mancano otto minuti allo scadere e bisogna reagire. Balbi dalla panchina tranquillizza i suoi che la terzo minuto di recupero trovano la stoccata vincente. Calcio d’angolo di Giuseppe Repetto, il portiere ha un’indecisione fatale, Chiodetti è sicurissimo e con una deviazione aera mette la palla in fondo al sacco. Dopo pochi secondi l’arbitro fischierà la fine. La salvezza è raggiunta all’ultimo assalto. Il grande gruppo biancoblu la merita ampiamente per la voglia che ci ha messo contando solo sulle proprie forze, avversato anche dai tanti infortuni che non hanno mai consentito a mister Balbi di schierare la stessa formazione per più di due volte consecutivamente.

Campionato di Eccellenza girone unico 2006/2007

Campionato 2006/2007. Una stagione da incorniciare!

La squadra sotto la guida del riconfermatissimo Alessandro Balbi conquista un ottimo sesto posto finale, dietro a cinque super corazzate, praticamente è la prima tra i “pari”.

I biancoblu totalizzano 54 punti con una media di 1,58 a gara (superiore a quella che nel 2000/2001 valse il terzo posto assoluto in un girone a 16 squadre). Undici i successi interni, 17 (di cui solo uno su rigore) i gol di Paolo Chiodetti (che eguaglia il Cannistrà edizione 2002/2003, che realizzò ben 8 penalties), 6 i centri di Roberto Puliga (nessuno meglio di lui a 19 anni in questa categoria). La squadra resta pressoché invariata, ma viene rinforzata dagli innesti di due big: il portiere Luca Fuselli (scuola Samp con tanto di panchina in prima squadra, ex Novese, Albenga, Libarna e Acquanera) e il gradito ritorno del figliol prodigo Mauro Glioti. Positivo anche il contributo dell’altro portiere Cristiano Pedemonte, prelevato dal Murta. Nel corso della stagione esordio per i babies Aiello (all’età di 16 anni 3 mesi e 3 giorni arrivata a quota 11)

A Loano una delle migliori prestazioni dei ragazzi di Balbi che confermano di meritare le zone nobili della classifica e centrano una grande impresa spezzando i sogni di primato dei locali, lanciati all’inseguimento della Sestrese. I biancoblu disputano una gara perfetta. Difesa blindata, centrocampo folto, attacco affidato a Chiodetti. Al 66’ arriva il gol capolavoro, che decide la contesa. Glioti va via sulla destra, alza lo sguardo e vede Chiodetti smarcato a centro area: delizioso il suo cross per la testa del bomber spezzino, che in perfetta elevazione, mette alle spalle del portiere. Nel finale l’assalto locale, generoso, ma poco lucido non produce frutti, anzi Chiodetti sfiora il raddoppio in due occasioni.

Il campionato si chiude con il successo tra le mura amiche contro il Bogliasco. Prima del calcio d’inizio la società premia Ottoboni, Mignacco, Glioti, Damonte e Giuseppe Repetto, tutti giocatori ad aver collezionato oltre duecento gare con la maglia biancoblu. Un vero record a livello nazionale. La gara è decisa da un gran tiro al volo di Narizzano su cross di Puliga.

Si chiude con un successo una stagione esaltante che regala un ottimo sesto posto alle spalle di squadre obiettivamente di categoria superiore.

 

La conferma dopo una stagione esaltante arriva alla fine di un campionato che forse poteva regalare qualche soddisfazione in più visto lo spessore della squadra costruita dai dirigenti biancoblu. La campagna di rafforzamento fa registrare l’acquisto di un pezzo da novanta per la categoria, vale a dire il ventiseienne Stefano Pigliacelli, una vita al Sestri Levante, l’ultima stagione in forza alla titolata Loanesi. Al talentuoso centrocampista vanno aggiunti due giovani che in avvio di stagione si rivelano molto preziosi vale a dire Rosati (ex Sestrese) e Costantino (ex Sestri Levante). Nel corso della stagione, grazie al certosino lavoro del riconfermatissimo Alessandro Balbi, trovano molto spazio anche altri due diciassettenni cresciuti nel settore giovanile busallese, che rispondono al nome di Aiello e Sciutto. Positivo il rientro dopo quasi due anni di Umberto Aloi, che nella decisiva trasferta di Andora sigla il gol vittoria, che lancia i biancoblu definitivamente nella parte sinistra della classifica. Della squadra non fanno più parte due veterani come Giuseppe Repetto e Andrea Damonte.

La stagione si chiude con un ottavo posto di tutto rispetto.

A livello giovanile la società biancoblu conquista il titolo provinciale con gli allievi brillantemente guidati da Giancarlo Bellinzona e trascinati dal bomber Tiziano Pavanini

 

La stagione 2008/2009, che avvicina il sodalizio busallese al traguardo dei cento anni di attività si rivela molto sofferta. Alla fine i biancoblu si salveranno solo allo spareggio superando con pieno merito la nobile decaduta Vado.

Al timone della squadra viene confermato Alessandro Balbi. La rosa della squadra rimane sostanzialmente invariata. Lasciano la casacca biancoblu due giocatori importanti come Ognjanovic e De Mattei, sostituiti da Ferrando (ex Castelletto) e dal baby (esordiente all’età di 16 anni, 2 mesi e 12 giorni) Pavanini promosso dagli allievi, che si rivelerà il giovane più interessante dell’intera categoria con i suoi 5 centri stagionali.

I busallesi dopo nove turni sono ora relegati all’ultimo posto in classifica.

Ma la squadra è consapevole del suo valore e nella delicata trasferta di Sestri Levante, ospite del Rivasamba, finalmente si sblocca e ottiene la prima vittoria stagionale. Protagonista del match il bomber Paolo Chiodetti, che con una doppietta ribalta l’iniziale vantaggio di Zanforlin (rigore). Poi nel finale Pavanini salta come birilli un nugolo di avversari e realizza il gol della sicurezza.

La società corre ai ripari ingaggiando Susino e l’ex Scuzzarello, giocatori di esperienza e temperamento. Ne mese di dicembre, alla vigilia della decisiva trasferta di Bolzaneto, viene inaugurata presso il campo sportivo il nuovo complesso disposto su due livelli che ospita sede, segreteria, bar e un ampio spazio adibibile a magazzino e palestra. È il frutto di sei mesi di duri lavori portati avanti dalla società e in primis dal suo presidente Nicolò Aloi con il determinante sostegno del presidente onorario Giampiero Mondini e della ditta IPLOM, sponsor principale del sodalizio busallese dalla stagione 1990/1991.

La trasferta di Bogliasco segna in maniera definitiva la stagione del Busalla. La sconfitta di misura (gol di Occhipinti nell’unica palla gol costruita dai locali), passa in secondo piano rispetto al pauroso incidente occorso a Paolo Chiodetti, che colpito duro al volto, riporta la frattura dell’osso temporale e rischia la vita dopo essere finito sotto i ferri ed in prognosi riservata. Giocatori e dirigenti busallesi vivono una domenica drammatica, ma dopo pochi giorni il buon “Chiodo” reagisce alla grande e in virtù di un recupero portentoso ritornerà a calcare il palcoscenico come se nulla fosse.

La squadra ha un sussulto e dopo quattro sconfitte consecutive supera più nettamente di quanto non dica il risultato finale la vice capolista Loanesi. Decide una spizzicata di Narizzano su un cross al bacio di Marco Capanni. Una vittoria scaccia crisi dedicata a Chiodetti.

Prima della sosta pasquale a Busalla scende il Fontanabuona in piena crisi. Batterlo significa risucchiarlo nella zona calda della classifica. La gara disputata su un campo molto pesante prende subito la piega sbagliata grazie ad un gol della domenica realizzato da Repetto. Nella ripresa raddoppia Cocuzza, prima del rigore di Narizzano, che rende meno amara la sconfitta.

Mancano tre giornate alla fine del campionato e la società decide di dare una sterzata all’ambiente sollevando dall’incarico Alessandro Balbi. La squadra viene affidata a Mirco Moretti che dopo cinque stagioni ritorna ad allenare da dove aveva lasciato. Accetta una sfida molto difficile. Recuperare due punti al Vado. Lui ci crede e carica il gruppo a mille chiedendo il massimo sforzo soprattutto mentale ai suoi giocatori.

L’inizio, sotto il profilo del risultato, non è convincente, vista e considerata la sconfitta per 3 a 0 ad Arma di Taggia (gol di Prunecchi, Prevosto e Mangone), ma l’atteggiamento in campo lascia ben sperare per i restanti match.

Contro la Bolzanetese Narizzano si procura e trasforma un rigore, dopo pochi minuti. IL Vado cade con il Borgorosso e viene scavalcato in classifica.

Nell’ultima giornata i biancoblu tengono testa al Rapallo che lotta per il secondo posto, ma vengono beffati da un gol di Guadagni, che comunque non serve ai ruentini, perché superati dalla Loanesi, che si accontenta di un punto con il Vado, che in virtù di questo risultato raggiunge il Busalla a quota ventisei. Scongiurati i play out per restare in Eccellenza (nonostante i soli 26 punti in classifica) bisogna vincere la gara di spareggio, che si disputa la domenica successiva a Cogoleto.

Il Vado parte a razzo, ma dopo mezz’ora si spegne. I ragazzi di Moretti giocano con personalità consapevoli di essere più forti. Al 35’ Pigliacelli si inventa un eurogol con una conclusione da oltre venti metri e appone il sigillo sulla salvezza del Busalla. Poi la gara non avrà più storia. Alla fine i biancoblu tagliano il traguardi della salvezza, traguardo minimo per una squadra di buon valore ne contesto di un campionato che non vedeva ai nastri di partenza squadre di primissimo calibro. Il giusto premio per l’impegno e l’abnegazione mostrata da tutti i componenti della rosa, allenatori compresi, nel corso della stagione dove sicuramente non si è avuta l’assistenza della buona sorte.

Nel corso della stagione L’A.S.D. BUSALLA CALCIO riceve la benemerenza federale per i cento anni di attività.

Il segretario Cesare Bassi ed il co presidente Luigi Bonafini vengono premiati dal Presidente della F.I.G.C. Abete. Assistito dal presidente della L.N.D. Tavecchio. Dal presidente della Lega Pro Maccali e quello del Settore giovanile Giacomini.

A fine campionato la bandiera Roberto Ottoboni dopo 27 anni di militanza in prima squadra appende le scarpe al chiodo in attesa di passare il testimone al figlio Giacomo. Per lui complessivamente 6487 gare ufficiali con la maglia biancoblu condite da 62 reti. Un record nazionale!

 

Nell’anno del centenario I Busalla richiama per la terza volta Beppe Maisano guidare la squadra. Con lui dal Sestrese arrivano dei pezzi da novanta come Ramenghi (31 gol in 28 gare), Puppo, Prestia, il baby Morando e Francesco Maisano. L’attacco può contare sul talento d Federico Anselmi ex Castellazzo. Gli esperti Marraffa e Pattuglia completano un undici da favola. Lasciano il sodalizio busallese giocatori che hanno fatto la storia recente come Narizzano, Chiodetti e Giribaldi, oltre a Mignacco, dopo oltre 15 anni di militanza.

Ma sul campo le cos no vanno altrettanto bene . Il girone di andata è deludente, mentre nella seconda parte di campionato la squadra dimostrerà tutto il suo valore chiudendo al 6° posto. A fine stagione Mauro Glioti, bersagliato dagli infortuni chiude la sua carriera, dopo aver vestito la maglia biancoblu in 356 occasioni e aver realizzato ben 73 gol. Senza dubbio il più forte attaccante esterno che abbia mai vestito la maglia busallese. La sua capacità di saltare l’uomo andare in gol o servire assist succulenti ai compagni lo hanno reso un giocatore di categoria superiore.

A livello societario, dopi 17 anni il presidente Aloi, lasci al’incarico al suo posto subentra Luigi Bonafini

Nella stagione successiva Maisano passa il testimone ad uno dei suoi allievi prediletti, Massimiliano Bruzzone, al debutto in questa categoria. Lasciano il club Ramenghi e Puppo. Anselmi ritorna a dicembre a dar manforte ad un grande talento come Lollo Anselmo (17 gol per lui), e con le loro giocate da palati fini portano i biancoblu ad una onorevole salvezza. (10° posto finale). Per la prima volta Nicolò Monti , a soli 22 anni veste la fascia di capitano. Presidente della società diventa Cosimo Nano.

Nella stagione 2011/2012 la società non vive una stagione brillante. Il presidente Nano per motivi di salute non può seguire la squadra direttamente, sul campo le cose non vanno meglio e alla fine si consuma un’immeritata retrocessione. La squadra guidata da Luca ledda, un altro e giocatore busallese, parte bene, ma alla fine si ritrova nei play out contro l’esperto Pontedecimo che sta vivendo una crisi societaria irreversibile, che lo porterà alla sparizione dal panorama calcistico locale. Tuttavia, nel doppio confronto che vuol dire salvezza i granata sempre sconfitti in campionato, si impongono in casa per 3 a 1 e poi rimediano un pari a Busalla, che condanna i ragazzi biancoblu al ritorno in Eccellenza dopo oltre dieci anni..

Nella stagione 2012/2013 Ledda viene riconfermato e la squadra vien rinnovata . Dal Libarna arrivano Ravera e Perfumo (10 gol per lui), dalla Vignolese Inzerillo, Boccardo dal Pontedecimo e Pavanini di ritorno dalla Sarissolese (10 gol anche per lui).. A stagione in corso ritorna il figliol prodigo Fabio Bottaro, cresciuto nel settore giovanile busallese prima di sfiorare il calcio dei grandi con il Genoa e una carriera rocca di soddisfazioni nelle massime serie dilettantistiche. Con lui Rizzo e Vavalà. La partenza è in salita e dopo 5 turni la società decide di affidare la squadra a Gianfranco Cannistrà, ex bomber biancoblu, inizialmente alla guida della squadra juniores. Sarà un campionato di passione e sofferenza, ma alla fine arriverà una meritata salvezza. La gara decisiva è quella con la vicecapolista Baiardo, che viene piegata al Comunale di Busalla da una doppietta di Alessandro Rizzo. Una delle note positive della stagione è senza dubbio l’esordio del sedicenne Giacomo Ottoboni, che dopo l’esordio in quel di Ortonovo giocherà sempre titolare le restanti 24 gare.

La stagione 2013/2014 coincide con il ritorno in Eccellenza dopo due gare tiratissime di play off contro Amicizia Lagaccio e Baiardo, decise da Edoardo Albrieux, giocatore di grande personalità e talento, prelevato dal Camogli con il bomber Cagliani vittima di un grave infortunio all’inizio del girone di ritorno. Decisivo anche il contributo dato a stagione in corso dall’esperto portiere Loris Lorusso e dagli attaccanti Bortolini e Fiordaliso, decisivi in più di una gara. Giacomo Ottoboni si conferma un giovane che gioca come un veterano, Radu il primo straniero a incidere nella storia del Busalla con i suoi gol e le sue giocate da fuoriclasse che mettono il loro sigillo su questo successo. Ma l’artefice principale di questo miracolo, vista e considerata la partenza ad handicap, è mister Cannistrà, che con il suo carisma e la sua competenza conquista la sua prima promozione da allenatore dopo due anni di attività.

L’impatto con il Campionato di Eccellenza è positivo. La squadra rinforzata dagli innesti dei fratelli Corallo, Luca centrocampista e Francesco, portiere, e dell’attaccante Paul Tacchino, chiude il girone di andata nella parte sinistra della classifica. Il girone di ritorno è molto travagliato. I biancoblu ritornano al successo dopo 14 turni con il Molassana e quindi si ripetono con la Sammargheritese conquistando la salvezza ad una giornata dalla fine, trascinati dal rientrante “Titti” Cagliani. Ancora una volta Giacomo Ottoboni si conferma giocatore fondamentale nello scacchiere biancoblu. In difesa Bottaro e capitan Monti sono delle garanzie insieme a Boccardo. Tra i pali si rivela decisivo il debuttante Gionata Roncati, ancora diciassettenne.

L’ultimo campionato è il più sofferto, ma alla fine arriva una salvezza meritata dopo il play out contro il Baiardo. La società conferma Cannistrà alla guida e cambia pochissimo in sede di mercato estivo con due innesti di qualità come Roselli (11 gol al suo attivo) e Termini. L’inizio di campionato è discreto, poi la seconda parte del girone di andata è deficitaria. Dalla gara con Il Finale, ultima di andata, fino a quella con l’Imperia la squadra si riprende collezionando tre vittorie e altrettanti pareggi e si porta in una zona di classifica apparentemente tranquilla. Da dimenticare le ultime dieci giornata con solo 5 punti conquistati. Poi il lieto fine. Purtroppo non si è trattato di una stagione fortunata. Troppi gli infortuni occorsi a giocatori di peso (su tutti Bottaro e Cagliani), troppe ed inspiegabili le sviste arbitrali a danno dei biancoblu. Due gol annullati regolarissimi che sarebbe valsi 4 punti, tre espulsioni molto fiscali su risultato di parità in gare poi perse. Ma a guardare il bicchiere mezzo pieno la soddisfazione di avere mantenuto la categoria, nonostante tutto e tutti e di avere una squadra unita con un grande cuore. I gol decisivi nei play-out di Altamore e Dieci (acquisti dicembrini) capaci di incidere a gara iniziata stanno testimoniare il grande lavoro svolto da Cannistrà nel cementare il gruppo per arrivare a raggiungere l’obiettivo stagionale, vale a dire la salvezza. L’ultimo dato statistico da evidenziare sono le cento presenze in campionato raggiunte da Giacomo Ottoboni prima di compiere i vent’anni. Un record a questi livelli!